david bowie Berlin photo
Photo by Sonia Golemme©

di Alessia Del Vigo

La capitale tedesca riconosce l’impatto che il musicista di Brixton ha avuto sulla città con una targa affissa all’appartamento dove ha abitato.
Ai tempi del suo soggiorno berlinese, Bowie veniva da un periodo burrascoso a LA, dove aveva scritto un album epico come “Station to Station” e dove aveva sviluppato una dipendenza eccessiva dalla cocaina, vivendo in uno stato pressoché costante di paranoia e terrore. Le storie che circolavano al tempo, prevalentemente ricavate da un’intervista a Playboy, parlavano di un Bowie che viveva nutrendosi quasi solo di pepe e latte in una stanza piena di manufatti egizi, bruciando candele nere e apparentemente comunicando telepaticamente con i Rolling Stones.
Nel 1976, di conseguenza, decise di trasferirsi a Berlino ovest per disintossicarsi. L’inizio non fu dei più facili, anche perché la Berlino ovest degli anni ’70 era famosa per il grande consumo di droga, finito sulle prime pagine di tutti i giornali dopo la pubblicazione del libro “Noi i ragazzi dello zoo di Berlino”. Un incidente divenuto tristemente famoso all’epoca, trasposto da Bowie nella canzone “Always crashing in the same car”, vide Bowie e Iggy Pop correre a velocità folle in un parcheggio finchè la loro auto non rimase senza benzina.

Nonostante i pettegolezzi e le tentazioni, Bowie riuscì pian piano a riprendersi la sua vita, si disintossicò dalla cocaina e iniziò a reinventare non solo se stesso, ma anche la musica pop nel suo complesso. A tal fine reclutò Brian Eno come produttore, si liberò del pop, del glam e dei costumi e iniziò a lavorare alla trilogia berlinese costituita dagli album “Low”, “Heroes” e “Lodger”. I dischi, ispirati dalla scena musicale sperimentale tedesca dell’epoca, sono stati e restano alcuni degli LP più coraggiosi mai prodotti, portando minimalismo, ambient, musica elettronica e tecniche di registrazione all’avanguardia a fondersi in un capolavoro che riflette una cittá frammentata e la mente altrettanto frammentata di Bowie.
Ora, in seguito alla sua morte prematura, annunciata all’inizio di quest’anno, la città dove l’artista ha lasciato il segno (e che lo ha segnato a sua volta) si trova a riconoscere il suo impatto con una targa in porcellana fuori dalla sua vecchia casa, a Schöneberg. La targa è stata inaugurata lunedì 22 agosto, alla presenza del sindaco di Berlino Michael Müller, e include una strofa della canzone berlinese più famosa di Bowie, “Heroes“.

Per chi abbia voglia di leggere altre notizie relative a David Bowie e pubblicate sul nostro magazine:

Bowie e Berlino, la storia della mia vita 

La Berlino nascosta nelle canzoni di David Bowie

Sarà ambientato nella Berlino del futuro il prossimo film di Duncan Jones, il figlio di David Bowie