ÉCOLE Boutique
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Venerdì sono stato ad un doppio live, due bands di amici sullo stesso palco. Ho rivisto altri amici sotto palco ma avrei dovuto, come sempre, contenere la quantità di gin. Non mangio mai abbastanza e bevo più del dovuto. Mi sono goduto i live e ho proposto un featuring per il prossimo lavoro della mia band. Si è discusso di altre collaborazioni e sono finito ad essere importuno in un altro locale. Non esistono vie di mezzo per me, ottengo quello che voglio subito, oppure mando tutti a quel paese.

Sabato notte si è tenuto un piccolo party a casa, ci saranno state una trentina di persone. L’appartamento è grande e l’ingresso si trova dalla parte opposta rispetto alla “zona giorno”. Non abbiamo mai sentito il campanello. Di tanto in tanto qualcuno andava alla porta e trovava dietro un gruppetto di persone, “hey, ragazzi, siete arrivati insieme?”, “no, ci siamo incontrati qui fuori”. Poi, quando vedevo in casa gente che non avevo visto entrare, chiedevo “chi ti ha aperto?”, “non lo so”. Il mio ex produttore ha dovuto scavalcare il primo cancello. Altri amici hanno semplicemente atteso, sorry.
È stata una piacevole serata. Io non ho toccato superalcolici. Ho bevuto vino rosso e di tanto in tanto ho usato il burrocacao per evitare di macchiare le labbra. Verso le quattro del mattino un amico ci ha chiesto asilo, vive in Polonia e si trovava a Berlino per lavoro, non era riuscito a entrare nella casa di chi lo ospitava e ci ha telefonato. Abbiamo preparato la camera degli ospiti e ci siamo dati la buonanotte. Alle 4.30 am circa ero finalmente a letto, accanto a me un’amica che era si era stesa un paio d’ore prima.

Alle 9.00 di domenica mattina ha suonato la sveglia. Io stavo galleggiando in un letto di vino e non avrei voluto attraccare, ancora, ma avevo un appuntamento per il trucco. Andando di fretta su Torstraße mi sono quasi fatto investire da un tram. Ho attraversato sui binari e non ho notato che ce l’avevo addosso. Mi sono voltato e il conducente stava cercando di frenare. Io stavo ascoltando “Zero” degli Yeah Yeah Yeahs a tutto volume ed ero sovrappensiero.
Ho fatto da modello per una boutique. Al mio arrivo la modella era al trucco. Viene da Amburgo ed è la cantante di una band electro-pop. È davvero bella e brava. Mentre i fotografi giravano per il posto, la titolare e i designer raccoglievano gli outfit e gli accessori, io facevo salotto sorseggiando vino bianco. Dopo la mia session di trucco abbiamo caricato le auto e ci siamo diretti alla location del servizio.
Io indosso di tanto in tanto leggings di latex, ma non appena mi hanno messo addosso una maglia dello stesso materiale con trenta gradi a colpirmi in testa, mi sono sciolto all’istante e sono diventato acqua, o forse vino. Si trattava di un servizio fotografico di moda, anche piuttosto punk, tanto che uno dei fotografi mi ha definito “bible punk”, per via del mio look à la Jesus Christ. La definizione mi ha divertito, l’ho raccontato ad un amico e lui mi ha giustamente detto che potrebbe essere confuso con “christian rock”. Considerando che suono pure, questo mi ha perfino eccitato.
Qualche settimana fa hanno fotografato Madonna a Londra con addosso una delle giacche di Jarow, che è poi l’amico che mi ha invitato allo shooting. È stato divertente. Potrebbe seguirne qualcosa di interessante, ma non anticipo nulla.

Domani il weekend si apre in grande stile. Due eventi in un’unica serata e una bottiglia di ottimo gin mi attendono.

Photo by Gayla Feierman
Jarow, Photo by Gayla Feierman

1978551_10152332656702884_8991540083716097930_oEin Arschloch è un verme metropolitano che vive soprattutto di notte.
Ama l’anatomia, l’arte e, paradossalmente, la campagna.
Odia i tovaglioli di carta, la plastica e svegliarsi al mattino.
Nightwalker, musicista, post-modern dj, D.I.Y. creative.
Ich bin kein Künstler, ich bin ein Arschloch.