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Photo by Lens Daemmi©

Oggi inauguriamo la nostra rubrica politica. In vista delle elezioni di settembre abbiamo deciso di informare i nostri lettori sui candidati, sulle modalità di voto e sulle dinamiche che li riguarderanno da vicino e rispetto alle quali potranno svolgere un ruolo attivo e consapevole.
Responsabile della rubrica è Federico Quadrelli

Per alcuni, forse troppi, l’Unione Europea altro non è che un mostro burocratico distante anni luce dalla vita delle persone. Per altri, invece, è un’opportunità. Se si pensa al periodo di pace e prosperità economica e sociale che il continente europeo ha conosciuto negli ultimi settant’anni, è difficile dire il contrario. Secondo il politologo Panebianco all’origine di questo progetto c’è non la voglia di stare insieme per non farsi la guerra, ma la constatazione del fatto che non era più possibile farsela. Una prospettiva negativa e pessimistica. Forse cinica. Quel che conta, nei fatti, è che fino ad oggi non abbiamo avuto guerre sul nostro territorio, come accadeva, invece, nel passato. Non mi sembra una cosa da poco.

Quello che va detto è che si tratta di un progetto incompiuto: siamo, per usare le parole di Romano Prodi, una confederazione di egoismi nazionali. Non ci facciamo la guerra, ma facciamo di tutto difendere per interessi economici particolari, nazionali, a discapito degli altri. Niente di più lontano da quel sogno, riassunto da Winston Churchill già nel 1946, che è l’idea degli Stati Uniti d’Europa.
Ma un progetto così ambizioso non può farsi da sé, né crearsi dall’oggi al domani. La responsabilità è anche di ciascuno di noi. Questo è un progetto che va costantemente sostenuto e lo si può fare prima di tutto con una partecipazione attiva alla vita collettiva. Un esempio concreto lo vivremo in questi mesi, qua a Berlino.
Come cittadine e cittadini di un Paese membro dell’Unione Europea, infatti, abbiamo la possibilità di esercitare un diritto politico: votare per il rinnovo dei consigli comunali nei quartieri in cui viviamo. Chi possiede invece la doppia cittadinanza può votare anche per il Governo della città. Si tratta di una conquista, di un piccolo, ma importante passo per la concretizzazione della cosiddetta “cittadinanza europea”. Un giorno ancora molto lontano.

Quello che va sottolineato, che è insito nella logica del progetto europeo, è che possiamo essere parte di un processo decisionale a un livello che tocca direttamente le nostre vite, pur non avendo la cittadinanza del Paese che ci ospita. In che modo dovremmo essere interessati direttamente? Molto semplice: pensate alla questione dell’aumento degli affitti, al problema dei posti negli asili per le famiglie con bambini piccoli, alla possibilità di avere corsi di lingua a costi accessibili, alla questione della viabilità (mezzi pubblici, ciclopiste). Insomma, la possibilità di avere voce in capitolo, di fatto, per tutto ciò che riguarda il vivere insieme in un dato contesto territoriale e amministrativo. Si tratta di un privilegio che in pochi hanno, nel mondo. Quindi il mio invito: informatevi, andate ad ascoltare le candidate e i candidati, di qualsiasi partito vogliate. Partecipate. Si chiama responsabilità e riprendendo Gaber, anche di libertà.

Come potete farlo? I partiti che partecipano alle elezioni nel Land di Berlino a settembre hanno già iniziato a fare iniziative di incontro e confronto con la popolazione locale.

Per avere maggiori informazioni si possono visualizzare i siti dei vari partiti e cercare sotto la voce Wahlprogramm, Themen e/o KandidatInnen. Al momento solo SPD ed FDP hanno pubblicato informazioni più approfondite sia sui programmi che sulle candidate e sui candidati.

SPD (Rosso): https://www.spd.berlin/
CDU (Nero): http://www.cduberlin.de/
Die Linke (Viola): http://www.die-linke-berlin.de/politik/aktuell/
Die Grüne (Verde): https://gruene.berlin/
FPD (Giallo): http://www.fdp-berlin.de/
Piraten (Arancione): https://berlin.piratenpartei.de/
AFD (Azzurro): http://www.afd-berlin.de/

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