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di Pasquale Episcopo
L’azienda italiana dal nome più italiano che ci sia continua il suo programma di espansione all’estero. Primo grande spazio di vendita in Europa, il 26 novembre scorso Eataly ha aperto i suoi battenti al pubblico, cittadino e internazionale, di Monaco di Baviera. Ma non solo di vendita si tratta. Eataly è anche e soprattutto un luogo di degustazione, un luogo dove tutte le specialità della cucina migliore del mondo potranno essere assaggiate, gustate, apprezzate.
La sede è la storica Schrannenhalle, enorme capannone in vetro e metallo concepito oltre un secolo e mezzo fa, ben prima che i francesi mettessero in piedi la torre Eiffel. Realizzata nel 1853, fu la prima grande costruzione in ferro della città e con i suoi 430 metri di lunghezza venne considerata un capolavoro della tecnica. Ma la sorte le fu avversa. Già alla fine del 19° secolo, con la realizzazione dei mercati generali, logisticamente meglio collegati alla rete ferroviaria della città, cominciò il declino.
Tra il 1914 e il 1927 una buona parte della struttura venne smantellata. A causa di un incendio un altro pezzo venne perso nel 1932. Seguirono anni di abbandono e di oblio e la situazione peggiorò con la seconda guerra mondiale. Solo alla fine del secolo si decise di avviarne la ricostruzione. La nuova apertura è avvenuta dieci anni fa, nel 2005, con una lunghezza ridotta a 110 metri, e la gestione degli spazi è stata affidata ad alcune aziende tedesche, note e meno note, attive nel settore dell’alimentazione. Ma senza successo.
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Ora la sfida di capovolgere il destino della Schrannenhalle, fino ad oggi alquanto sfortunato, è stata raccolta da Eataly. Fondata nel 2003 da Oscar Farinetti, Eataly ha costruito il proprio successo basandolo su un nuovo modello di comunicazione e di marketing. L’imprenditore piemontese è partito da piccole aziende artigianali con produzioni di alta qualità e le ha raggruppate facendole diventare supermercato dell’eccellenza. Vorremmo menzionare alcune tra le aziende che hanno aderito al progetto Eataly, tra esse molti marchi pluripremiati, ma peccheremmo di parzialità e dunque evitiamo.
L’unica azienda che citiamo, presente presso Eataly, è un marchio italiano che nulla ha in comune con la gastronomia. È la FIV Bianchi (Fabbrica Italiana Velocipedi Bianchi), nota semplicemente col nome Bianchi, fabbrica di biciclette più vecchia al mondo, fondata a Milano nel 1885 da Edoardo Bianchi. L’azienda è stata scelta per la grande importanza che la mobilità sulle due ruote ha a Monaco che vanta una fitta rete di piste ciclabili che affiancano gran parte delle strade cittadine.
Ma torniamo alla gastronomia, motivo principale dell’esistenza di Eataly. Il cui obiettivo è quello di rendere disponibili i migliori prodotti della cucina italiana a prezzi accessibili al vasto pubblico nazionale e internazionale. Non solo. Tra gli obiettivi di Eataly c’è anche e soprattutto quello di creare cultura e fare scuola, nel vero senso della parola, con molteplici e svariati corsi di eno-gastronomia offerti a un pubblico sempre più esigente e attento.
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Il primo punto vendita è stato realizzato a Torino riqualificando una vecchia fabbrica di vermouth. Successivamente sono state aperte numerose altre filiali in tutt’Italia, la più grande delle quali è a Roma, nelle vicinanze della stazione Ostiense, con oltre 16.000 metri quadrati. Eataly ha subito avviato una strategia di forte espansione all’estero. Oltre alle sedi, già aperte, di New York, Chicago, Tokyo, Seoul, San Paolo, Istanbul e Dubai, sono previste nuove aperture a Los Angeles, Boston, Mosca, Parigi e Londra.
Quella di Monaco di Baviera è la prima apertura europea fuori del territorio italiano. Dopo Monaco seguirà, tra un anno circa, Copenhagen in Danimarca. Ma non è detto che non ci saranno altre città tedesche, Berlino in primis. A Monaco nei primi tre giorni circa 50.000 curiosi hanno visitato i 4600 metri quadrati della Schrannenhalle, facendone un museo del cibo e del piacere della buona tavola. Ci siamo andati anche noi e abbiamo potuto gustare la migliore pizza mai mangiata in terra di Germania. E abbiamo potuto subito cogliere il carattere del luogo: un’atmosfera accogliente, piacevole e conviviale resa possibile sia dalla bellezza della “Halle”, ridisegnata con una sapiente distribuzione di spazi e funzioni, sia dalla ospitalità di decine di addetti, italiani, tedeschi e di svariate altre nazionalità, tutti giovani e gentili.

Insomma, poche settimane dopo la chiusura di Expo 2015 la grande gastronomia italiana è tornata a far parlare di sé. A Monaco come altrove, Eataly è molto più di cibo, è cultura del cibo. Una cultura che attrae piacevolmente, che affascina e crea armonia. Che parla alla gente e parla italiano.