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di Mirea Cartabbia

Anche a Berlino domenica 29 novembre un corteo di circa 17,000 persone ha manifestato pacificamente nella Global Climate March, un’iniziativa che ha come obiettivo principale quello di dimostrare ai governi che i cittadini di ogni Paese sono interessati alla questione del cambiamento climatico.

Le foto scattate dall’inviato del Mitte del corteo berlinese partito dalla Hauptbahnhof e fermatosi di fronte alla Porta di Brandeburgo si possono trovare qui.

Gli organizzatori della marcia berlinese hanno detto al Mitte che sono molto soddisfatti del risultato ottenuto, considerato anche che la manifestazione di Parigi è stata cancellata. I manifestanti coinvolti sono stati più di 785.000, distribuiti in 2.300 eventi in 175 Paesi.

I cortei sono stati organizzati proprio alla vigilia della conferenza sul clima iniziata a Parigi il 30 novembre e che si protrarrà fino all’11 dicembre. La conferenza, che è stata definita più volte come l’ultima chance prima che il danno al pianeta sia irreversibile, si propone di concludere un accordo internazionale che limiti il riscaldamento globale sotto i 2° C.

Il messaggio centrale della Global Climate March è questo: teniamo i combustibili fossili nella terra e finanziamo una transizione completa al 100% nell’uso delle energie rinnovabili entro il 2050.

In generale penso che le persone sappiano che il cambiamento climatico è qualcosa di reale, ma lo percepiscono come una minaccia distante e astratta.” mi dice uno degli organizzatori dell’evento berlinese.

Anche se a Parigi si riuscisse a trovare un accordo e a firmare un trattato vincolante, quello non sarebbe che l’inizio del processo. “La lotta contro il cambiamento climatico ha bisogno di ognuno di noi e parte da ognuno di noi” mi spiegano gli organizzatori.

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