liquid nitrogen photo
Photo by Michael Hummel 

di Mirea Cartabbia

A pochi passi dal Checkpoint Charlie, da poco più di un anno, ha aperto Le Labo, il primo bar della capitale che prepara cocktail utilizzando l’azoto liquido.

L’arredamento del locale è curato nei minimi dettagli ed arricchito da particolari che richiamano lo stile degli anni ’20 a New York o San Francisco. Uno dei tocchi di classe più originali, che contribuisce a ricreare l’atmosfera degli Anni Ruggenti, è una piccola stanza con un divano in pelle ed un grammofono, che di giorno viene usata come una normale meeting room e di sera si trasforma in un raffinata Cigar Lounge.

Durante il giorno, il locale si trasforma in un tranquillo Cafè, frequentato da studenti e freelancer che, oltre ad usare il wifi del posto, ne approfittano per sorseggiare un ottimo caffè biologico. Infatti, uno dei partner di Le Labo è la start up Coffee Circle, che produce e vende caffè etiope.

Invece di sera, si possono provare i cocktail molecolari di Aaron Plantener, proprietario del locale che si riconosce facilmente per i suoi baffi e che vuole essere chiamato Mr Bartender. Si tratta di cocktail preparati giocando con la chimica: la struttura degli ingredienti viene modificata con l’aiuto di reazioni molecolari e gelificazioni, prodotte – nel caso di Le Labo – dall’uso dell’azoto liquido.

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© Le Labo

La sostanza raffredda i bicchieri e ghiaccia gli ingredienti molto rapidamente, ma soprattutto produce un caratteristico effetto fumoso attorno al cocktail, che si verifica perché le goccioline dell’azoto liquido entrano a contatto con l’aria circostante, che condensa il vapore presente naturalmente.

L’atmosfera è sempre vivace grazie alla musica jazz suonata molto spesso dal vivo e da tutti gli altri eventi organizzati dal locale.