Weide Spree Berlin photo
Photo by Floksor

C’è un salice che è cresciuto e lo ha fatto come tutti gli altri alberi: ogni anno sono spuntate gemme sui rami, e dalle gemme si sono generati altri rami, e dai rami altre foglie, finché la sua chioma è diventata questa cosa qui, riversa e disordinata, pendula verso l’acqua del fiume, sorretta da un fusto tozzo e breve, che ostinatamente sbuca adesso da una staccionata.
A vederlo da lontano, sembrerebbe parte di un quadretto impressionista e ci aspetterebbe quasi di trovare là nel fondo, sulle chiatte, un paio di canottieri bivaccare lungo il fiume, magari con indosso una magliette a strisce.
Invece, da sotto il salice, si alza una musichetta electro minimal, mista a un chiacchiericcio leggero e disimpegnato, che ha il sapore del Club Mate.
Questo è. Lo chiamano Visionaere.
E intanto imbrunisce il resto del giorno, con l’aria impregnata di un aroma lieve, screziata di luce, a rendere le persone insolitamente loquaci e non si hanno altri pensieri che quelli di considerare come scorra placida l’acqua della Spree e quanto sia di nuovo bella la città.
Sembra quasi impossibile che, fino a poco tempo fa, si pensassero invece quelle cose e che questo salice qui, ora verde e addobbato di lampioni, fosse carico di neve, con l’ombrello ancora più piegato, pesante e lugubre, e che una lastra di ghiaccio abbia giaciuto ai suoi piedi, mentre l’albero si struggeva di fatica e di malinconia, quasi parendo sussurrare “portami, portami via”…

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*Questo post è stato pubblicato originariamente su Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin, un progetto di Nora Cavaccini. Segui il progetto su Facebook.

Povera Ma Sexy – Postkarten aus Berlin è un “viaggio” fisico e letterario a Berlino. Un percorso che nasce dall’esperienza personale di chi scrive ma che, al tempo stesso, può rappresentare una via alternativa per scoprire la città. Per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, ne subiscono il fascino. Berlinesi e non.

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