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Photo © Alexander Steinhof / Berlin Night IV

di Mattia Grigolo

Parto da una faccenda che mi sta molto a cuore, scendendo poi in picchiata verso ciò di cui mi preme parlare. L’apice è la tecnologia. Ancora di più, la tecnologia digitale. Esagero: il progresso. Dunque potrei rischiare di cadere tra scogli di banalità senza pari ed affogare in giustificazioni puerili, ma forse è proprio quello che desidero e, comunque, non mi giustificherò di niente. Sull’ovvietà non posso rassicurare nessuno.

Per uno come me, che ha passato la vita a centellinare le pagine dei propri libri nel terrore di vederseli portare via da un finale che, ad ogni foglio che si voltava, era sempre più vicino e precipitoso. Per uno come me che da piccino conservava gli spicci invece di comprarsi il gelato per accumulare il giusto quantitativo di danaro per acquistare prima le musicassette, poi i CD. Ora i dischi in vinile. Ecco, per uno come me, il progresso è qualcosa che si avvicina molto all’uomo nero, nonostante capisca perfettamente perché questo mondo debba necessariamente correre ancora più veloce di quanto gli serva. Oddio, non l’ho realmente capito. Diciamo che l’ho accettato.

Il punto è che la tua idea, nel momento in cui hai deciso di pensarla, è già diventata vecchia, è già stata pensata un istante prima, ti è stata rubata depositata venduta comprata investita migliorata sostituita rivenduta come vintage. E’ chiaro. Non possiamo fare nulla. Così è deciso. Potrei fermarmi qui e probabilmente lo farò, giusto fra un secondo. Solo per chiarire una cosa importante che forse molti su questo immensamente minuscolo pianeta obliquo che abitiamo non hanno compreso: avete presente quando fate girare l’insalata nella centrifuga e poi vi fermate e l’insalata è asciutta e adesa alle pareti di plastica? Voi siete soddisfatti del fatto che la vostra rucola sia pronta da condire e poi mangiare. Questo va bene, v’inviterei però a fare un altro ragionamento, che è anche una sorta di metafora; più qualcosa gira velocemente (la centrifuga) e più ogni cosa all’interno si sposterà lontano dal centro. Pensateci.

Quindi, se parliamo di progresso e tecnologia è automatico pensare al web. L’internet. L’ignoto spazio profondo entro il quale nuotano le nostre vite, i nostri lavori, gli affetti, le nostre identità, ma anche le nostre possibilità. Le nostre opportunità e le mie perplessità.

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© Berlin Web Week

Nella prima settimana di maggio ci sarà la Berlin Web Week e vedo già l’enorme centrifuga tecnologico-progresso-temporale divenire trasparente, così da rendere l’etere visibile a tutti, con la forza centripeta a spingere tutto ciò che è materiale lontano dal centro di ogni cosa, ma pur sempre invincibile, definitivo e inviolabile.

La BWW arriva alla sua ottava edizione e promette grandi capogiri di convention internazionali, meet up, party, pranzi cene colazioni e hacktons – ovvero eventi/ritrovo per esperti informatici di ogni tipo -. Cose tendenzialmente da Geek. Imprenditori, fondatori d’imprese basate sul web, appassionati di tecnologia, blogger, attivisti web, hacker, sviluppatori, data scientist, programmatori, progettisti, rappresentanti di vari media, agenzie di marketing, imprese medie e, naturalmente, gli sponsor. Che web sarebbe senza il “banner”, diceva quel tale.

Pare che la BWW sia il più importante festival della scena digitale europea. Come si evince dal loro scontatamente funzionale sito, nel 2014 si è raggiunta quota 18.240 visitatori provenienti da tutto il mondo, incoronando Berlino come capitale delle nuove tecnologie.

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Photo by Janus-Photo

Le nuove tecnologie. Ricordo che questa parola esisteva anche cinquant’anni fa e, sono sicuro che, fra cinquant’anni un me giovane e sfrontato come il me di adesso, sarà altrettanto convinto quanto il suo specchio antico che queste nuove tecnologie hanno la capacità di autodefinirsi vecchie immediatamente dopo essersi autodefinite nuove. Per esempio, adesso.

Al di là del mio sarcasmo, la BWW è un evento ricco ed interessante, su questo non ci piove, basta scorrere tra gli eventi in calendario oppure tra le molte recensioni ricevute l’anno scorso. Comunque, a livello più pragmatico, se sto decidendo di scriverne vuol dire che, in qualche modo mi ha catturato e se c’è riuscito uno come me, che si è costruito rampini di criptonite per riuscire a restare ancorato al centro della centrifuga, può sicuramente interessare anche voialtri Geek.

Che poi, onestamente, cosa sto facendo in questo momento? Sto scrivendo di progresso e web su di un magazine online.