Spettacolo

di Emma Minarelli

Pare proprio che a Berlino il 25enne coreografo Salvatore Siciliano abbia trovato il trampolino di lancio adatto alle sue creazioni.

Dopo gli studi presso l’Accademia di Susanna Beltrami e l’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano, è ad Atene dove compone la sua prima coreografia intitolata Atena Nike. Da quando nell’estate del 2013 approda a Berlino, Salvatore fonda la Siciliano Contemporary Ballet  e arriva a creare in meno di un anno e mezzo già quattro spettacoli.

Ho intervistato questo fantastico coreografo in prospettiva della nuova produzione Pierrot che verrà presentata venerdì 27 e sabato 28 marzo presso Plateau Gallery, con musica originale del compositore Yuri Pascual.

© Сергей Шехеров
© Сергей Шехеров

Qual è l’insegnamento maggiore che hai appreso durante gli studi in Italia?

Il tipo di approccio psicologico che utilizzo nel relazionarmi con i danzatori quando creo le mie coreografie mi permette di far emergere la parte più istintiva di noi stessi verso la composizione di un movimento puro, libero da vincoli e pregiudizi. Posso così raggiungere una visione oggettiva della danza e del concetto che ho in mente di realizzare.

Come costruisci un nuovo progetto?

La prima arte alla quale mi sono avvicinato è la pittura: dipingo da quando ho sei anni, in seguito ho studiato pittura all’Accademia di Brera. La seconda è la musica: ho studiato per sette anni pianoforte. Ed infine, ho scoperto la danza. Per questo nella drammaturgia delle mie coreografie non c’è una storia vera e propria, ma un insieme d’idee espresse da immagini: l’approccio visuale è alla base delle mie composizioni. Lo stimolo per creare mi proviene da gusti ed esperienze personali, in maniera naturale e, appunto, istintiva. Da tutto questo, inizio a reperire informazioni per capire come sviluppare il concetto.

Nei tuoi spettacoli avviene una contaminazione con altre forme d’arte?

Dedico una particolare attenzione alla musica: collaboro in maniera parallela alla creazione dei movimenti con il compositore Matteo Niccolai o Matresanch, per ottenere musiche originali adatte appositamente al concetto del mio lavoro. Inoltre, mi interesso molto ai costumi: mi stimola creare abiti che possano porsi in maniera interattiva con il movimento.

Cover-Spettacolo

Passando allo spettacolo Pierrot che debutterà il 27 marzo, potresti presentarci il lavoro?

Il compositore ha iniziato a costruire la partitura da tempo e quest’estate, dopo aver visto il mio spettacolo NOEND, mi ha contattato chiedendomi di collaborare con lui creando una coreografia su di essa. Per alcune scene lui aveva già definito quale atmosfera realizzare: alla fine, confrontandoci, abbiamo costruito una drammaturgia organica per tutte le sequenze. Le immagini fondamentali sono il clown o il concetto di maschera (malinconica o gioiosa), l’oscurità o il binomio bianco-nero ed infine il romanticismo. Nell’intrecciarsi di queste immagini nasce Pierrot: lo spettacolo è una palese introspezione psicologica della gente per strada di notte. Scene di vita quotidiana che si realizzano solo nella mente delle persone, prendono forma nella danza.