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© Dario J. Laganà | Norte.it

di Dario J. Laganà

C’è, in Germania, un luogo capace di catalizzare energie di discipline diverse: dalla danza all’architettura, dalla storia all’arte contemporanea, riuscendo nell’intento di riunire insieme nomi importanti in molti di questi campi.

Il luogo di cui parliamo è Hellerau, subito fuori Dresda, il cui palazzo principale, la Festspielhaus, ha una gigantesca struttura improntata ad un classicismo rivisitato, tempio dalle strutture solide e moderne che già nella facciata denuncia la sua peculiarità, ornato da un gigantesco TAO.

Hellerau era nata nel primo Novecento per ospitare una comunità omogenea, pensata per accogliere le istanze di vita improntata all’armonia e alla ricerca dell’equilibrio e dell’espressione di una energia rinnovata che attrasse molti, danzatori, artisti e visionari del tempo.

Essendo il palazzo oggi totalmente restaurato, il primo pensiero ci fa immaginare che il TAO dipinto appartenga all’uso attuale, elemento impiantato sulla facciata antica.

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© Dario J. Laganà | Norte.it

Ma questo elemento di armonia universale, che adorna la facciata sin dalle origini, è la chiave di lettura che svela la storia del luogo: costruito a partire dall’idea inglese delle “Città Giardino”, diventa centro per la danza, attraversa tutto lo scorso secolo, diventando una palestra prima per i Nazisti e poi per l’Armata Rossa, per poi tornare finalmente a parlare ancora di danza.

Ed è qui che il collettivo Stratofyzika ha portato per due serate del Cynetart Festival il suo spettacolo THÆTA, frutto di otto mesi di lavoro iniziati nei MediaLab L’Estruch di Sabadell (Barcelona) e continuato a Berlino, dove il collettivo ha sede.

THÆTA è un’esperienza onirica ad occhi aperti, sospesa tra il sonno e la veglia. È l’atto di raggiungere e perdersi in quella zona liminale tra reale e immaginario che è anche il più profondo stato interiore della nostra coscienza.

Terzo segmento di una trilogia, tornando ancora una volta ad affrontare temi relativi a Coscienza, Inconscio ed Individuazione, la performance costruisce una realtà immersiva, per la danzatrice così come per ciascuna delle persone in sala, fatta di allucinazioni ipnagogiche sonore e visive, visioni di sé stessi espanse e dilatate lungo spazio/tempo non convenzionali, che sembrano provenire da una regione esterna alla consapevolezza ma che al stesso tempo sembrano alimentarsi dell’esperienza stessa.

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© Dario J. Laganà | Norte.it

La performance-sogno di Stratofyzika si adatta perfettamente ad Hellerau, negli intervalli di luce e buio si fonde con l’idea del Tao, così come all’inizio della performance la figura della danzatrice su sfondo bianco fronteggia lo spazio nero della grande sala, costruita appositamente per fondere il pubblico e il performer in una unità spirituale e sensuale.

La Festspielhaus era stata pensata seguendo le visioni dello scenografo Adolphe Appia e dell’educatore di musica Emile Jaques-Dalcroze in una struttura spaziale con una forte tendenza al moderno per la sua chiarezza e la struttura funzionale. Questo edificio era un antidoto visionario a tutti i teatri di tradizione ed era stato ideato da Appia con una buca retrattile per l’orchestra, con elementi scenici installabili e senza impianti permanenti.

Le crudeltà delle Guerre Mondiali, e della Guerra Fredda poi, avevano bloccato questo processo creativo, questo inseguirsi di movimento.

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© Dario J. Laganà | Norte.it

Dopo l’89 il posto era rimasto abbandonato, usato poi per varie performance di gruppi provenienti da tutto il mondo e aveva ospitato tra l’altro anche una mostra di Nancy Spero (artista statunitense cui è dedicata una sala dove sono ancora visibili parti delle sue opere temporanee) che aveva deciso di usare le sue xilografia con temi archeologici sulle pareti ancora non restaurate e sugli intonaci cadenti del palazzo.

Il restauro di Hellerau a partire dal 2002 ed il ritorno a riempire lo spazio con l’arte, hanno finalmente riequilibrato la storia di questo luogo, ancora oggi considerato come una fonte di ispirazione per l’architettura, la danza moderna, moderne forme di design e come il luogo di nascita della “Rhythmischen Gymnastik” in Germania e del Metodo Dalcroze.

Si ringrazia Tiziana Gagliardini per la consulenza, l’amicizia e l’immensa conoscenza di storia dell’arte.
Per maggiori informazioni su Stratofyzika www.stratofyzika.com
Per maggiori informazioni su Hellerau http://www.hellerau.org