Kraftwerk Berlin, © www.kraftwerkberlin.de [free press photo]
Il club Kraftwerk Berlin, © www.kraftwerkberlin.de [free press photo]

Non è più solo la musica techno a governare le lunghe notti di Berlino. Sulle maggiori piste da ballo della città, ben conosciute perfino oltreoceano, ormai anche generi più convenzionali, come la deep-house, hanno prese piede e fanno scatenare gli animali notturni della città.

Eppure, Berlino riesce in un certo modo a non perdere del tutto la sua anima. Se la musica dance elettronica si sta spostando sempre più verso il glamour e il mondo delle celebrità, la capitale tedesca continua a mantenere intatta la propria identità e lo fa mostrandosi “in rovina” e dark attraverso i suoi club.

La nascita della techno e la scena notturna tenacemente fai-da-te hanno dimostrato di essere una pietra miliare dell’identità della città. Uno degli aspetti della riunificazione che nessuno avrebbe potuto prevedere.

“Le energie anarchiche liberate dalla caduta del muro hanno definito la città per una generazione, nonostante le recenti tendenze verso i luoghi comuni internazionali relativi alla gentrificazione”, scrive Jon Pareles sul New York Times.

Il Kater Holzig, © Steven Ritzer / CC BY-ND 2.0
Il Kater Holzig, © Steven Ritzer / CC BY-ND 2.0

“Il suono è più ruvido che in altri luoghi, più underground. Mantengono l’atmosfera qui. Non lo si fa per i soldi, ma per la passione”, ha raccontato la DJ Ellen Allien al New York Times. Quella anarchica è una cultura che fa parte del dna di Berlino, e anche oggi che è finita, ha lasciato un fascino crudo e quell’atmosfera del “lo facciamo da soli”.

⇒ Leggi l’intero approfondimento sul New York Times