© avda-foto / CC BY-SA 2.0
© avda-foto / CC BY-SA 2.0

di Vincenzo Guzzo*

Il Palazzo del Reichstag è senza dubbio l’edificio tedesco ad avere assistito al maggior numero di eventi storici, sia positivi che negativi, a Berlino e nella Germania intera.

Realizzato nel 1894, e inaugurato dall’Imperatore Guglielmo II il 5 dicembre dello stesso anno, nel 1933, a pochi mesi dall’avvento al potere di Hitler, l’edificio venne completamente distrutto da un incendio, che lo rese inevitabilmente inutilizzabile.

Ma è durante la fase finale della Seconda Guerra Mondiale che il Palazzo del Reichstag rimane impresso nelle menti dell’intera popolazione mondiale, con l’immagine simbolo del soldato dell’Armata Rossa che posiziona la bandiera dell’URSS sul tetto dell’edificio, durante la fine della battaglia per l’occupazione della città.

Soldato_armata_rossa_bandiera_reichstag

All’ombra del muro, l’edificio venne parzialmente ristrutturato durante gli anni ‘50 e ‘60 e utilizzato come spazio espositivo e per mostre temporanee. Il divieto di eleggere Berlino a capitale, sia da parte della Germania occidentale che di quella comunista, ne permise infatti un diverso uso. Per motivi di sicurezza, la cupola originale, e pericolante, venne abbattuta sul finire degli anni ’50.

A seguito della caduta del Muro di Berlino, il 4 ottobre 1990, il Parlamento della Germania si riunì nel Palazzo del Reichstag con un atto simbolico. Dopo un intenso periodo di dibattito, si decise di spostare sia il governo che il Bundestag (il Parlamento) a Berlino.

Siamo nel 1993, quando a seguito di un importante concorso internazionale, l’architetto inglese Norman Foster si aggiudicò la progettazione dei lavori di ristrutturazione dell’edificio, vincendo con un progetto avveniristico per i tempi e realizzando un tra i più moderni complessi edilizi d’Europa.

La cupola del Reichstag vista dall'interno | © erikwestrum / CC BY 2.0
La cupola del Reichstag vista dall’interno, con il cono rovesciato | © erikwestrum / CC BY 2.0

A seguito dei lavori di ristrutturazione, terminati nel 1999 con un costo complessivo di circa 600 milioni di Marchi, l’edificio è diventato uno dei più noti e riconosciuti monumenti nazionali, simbolo della riunificazione tedesca. Il palazzo tornò definitivamente ad essere la sede del Bundestag.

Considerato uno dei gioielli dell’architettura ecosostenibile di tutta Europa, è caratterizzato da una serie di particolarità che lo rendono unico nel suo genere. Innanzitutto il cono rovesciato presente all’interno della cupola, che da sola pesa ben 1.200 tonnellate, che permette di convogliare la luce solare all’interno dell’aula del parlamento, con un notevole risparmio di energia elettrica. Inoltre, vi è un efficientissimo impianto di ventilazione meccanica controllata, che permette di recuperare il calore presente nell’aria viziata; quest’ultima, invece, viene espulsa verso l’esterno, risparmiando così energia termica. Infine, l’impianto di riscaldamento viene garantito per il suo 50% da fonti a bio massa, che vanno ad alimentare una propria centrale di cogenerazione molto innovativa.

Il Palazzo del Reichstag come si presentava prima della guerra.
Il Palazzo del Reichstag come si presentava prima della guerra.

Il Palazzo del Reichstag è tra gli edifici pubblici più visitati di Berlino: si stimano più di 3.000.000 di visitatori all’anno. Al suo interno, oltre a trovare sede gli uffici amministrativi del Parlamento, con più di 750 sale, vi è l’Aula Parlamentare con i suoi 1.500 metri quadri di superficie caratterizzata dalla grande cupola vetrata. È possibile visitare la stessa tramite un elegante percorso a spirale, che assolve anche alla funzione di irrigidimento statico della cupola, da dove osservare il lavoro dei parlamentari tedeschi.

L’arch. Vincenzo Guzzo, titolare dello Studio Guzzo, da anni si occupa di progettazione architettonica. Da tempo è inoltre specializzato in recupero del patrimonio esistente e progettazione di edifici ecosostenibili. Da pochi mesi ha cominciato ad essere presente anche a Berlino.