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Foto © Tom Dennis Radetzki / Flickr / CC BY 2.0

Bannerino_FrancoforteFrancoforte – Certamente non ci saremmo aspettati che anche in Germania venissero pubblicate e usate ricerche “viziate” per giustificare l’ennesima grande opera. Eppure è questa la verità che emerge da una controricerca dell´istituto Deutsche Fluglärmdienst (DFLD), che contesta alla Fraport – la società che gestisce l’aeroporto di Francoforte – la veridicità delle prognosi sulla crescita della circolazione di merci e passeggeri a Francoforte. La contestata costruzione del Terminal 3 viene infatti giustificata proprio su queste prognosi di crescita che a quanto pare sarebbero tutt’altro che oggettive.

Il rappresentante della DFLD Eric Müller basa la sua critica su due argomenti, uno statistico, l’altro teoretico. In primis, fa notare Müller, la prognosi sul traffico dei passeggeri in transito nel 2014 si dimostra falsificata per un valore di 10.000 transiti. Mentre la perizia di Fraport parla di 480.000 transiti, la controricerca parla di 470.000. Lo scarto è tutt’altro che marginale in termini statistici per valutare la necessità di un terzo terminal. Il secondo argomento usato da Müller riguarda la relazione a suo dire infondata che Fraport stabilisce tra crescita della produzione e crescita del traffico aereo. Negli ultimi otto anni i transiti per Francoforte, stando a Müller, sono diminuiti del 3,8 %, sebbene ci sia stata una crescita economica del 10,7%. In definitiva i dati mostrerebbero che la relazione sbandierata da Fraport tra sviluppo economico e necessità di nuove infrastrutture è infondata e dunque sospetta. Del resto sviluppi politici inatessi in Ucraina e Medio Oriente, hanno costretto di recente Luftansa a rivedere i piani di voli. Detto altrimenti, non ci si può basare su parametri rigorosamente economici.

 Le forze di opposizione del parlamento dell’Assia hanno chiesto una verifica delle perizie e delle relazioni degli istituti di ricerca che hanno svolto le ricerche per conto di Fraport. Di conseguenza, il fronte Terminal 3 potrebbe clamorosamente riaprirsi. Se da un lato questa che potrebbe essere definita “guerra delle perizie” apre nuovi scenari politici, dall’altro ci pare sia troppo poco. Il problema e la discussione sulla necessità delle grandi opere resta ancora dominio di una ristretta cerchia di esperti che si combattono a colpi di expertise. Sebbene una certa competenza sia necessaria nella discussione, è bene tener presente che una grande opera ha anche e soprattutto un impatto sulla vita dei cittadini e pertanto devono anche essere presi in considerazione i cambiamenti che queste opere producono sulla quotidianità. Prognosi di crescita economica, aumento e diminuzione del traffico aereo sono solo una parte delle questioni che sono connesse con la costruzione di un nuovo Terminal. Una discussione democratica e partecipata ci sembra ancora la migliore soluzione rispetto all’affidarsi ingenuo a oligarchie di esperti, la cui oggettività è alquanto metafisica.

 Ruggiero Gorgoglione

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