© H. Füller / CC-BY-SA-2.0
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Donne, bambini, famiglie, atleti… sono tutti gruppi sociali che nelle piscine pubbliche di Berlino hanno fasce orarie riservate a loro. Ora Berlino sta pensando di allargare la schiera focalizzandosi sui gruppi speciali. Tra questi, i transessuali.

Non dovrebbe essere necessario, come non dovrebbe essere necessario avere luoghi esclusivi per la comunità LGBT o le comunità immigrate, perché così facendo non si fa altro che attribuire loro lo status di “diversi” e, quindi, di gruppo sociale da emarginare in un luogo, o una fascia oraria, apposita. Insomma, una riserva di Indiani d’America.

Purtroppo, nella società odierna, il vero significato di un progetto come questo perde la propria natura e diventa il suo opposto: un’idea da sviluppare per garantire ai transessuali di trascorrere serenamente il proprio tempo in piscina, cosa che gli riuscirebbe altrimenti difficile.

I transessuali si sentono ancora oggi discriminati e sono vittime di sguardi sospettosi e commenti malevoli. Una realtà che con l’idea della SPD e dei Grüne può cambiare. La Stadtbad che aprirà i propri spazi ai soli inter- e transessuali, una volta al mese per due ore, è quella di Schöneberg, considerata ideale per la vicinanza al quartiere gay della città.

Ma già da qualche tempo, la Kreuzberger Baerwaldbad, una piscina coperta gestita da un club sportivo privato, ha riservato due ore di tempo agli uomini transessuali, così come ore per donne, uomini e anziani.