© E'Lisa Campbell / CC BY-SA 2.0 [modified]
© E’Lisa Campbell / CC BY-SA 2.0 [modified]

Un’idea tanto banale quanto brillante quella di René Eick, che ti viene da domandarti perché ancora nessuno, prima di lui, ci avesse pensato. Oggi, oltretutto, quando il tema dell’energia rinnovabile è sempre più attuale e caldo.

Eick, pensando alle milioni di persone che ogni giorno lottano contro se stesse nelle palestre di tutto il mondo, per perdere peso o mettere su muscoli, si è domandato perché l’energia prodotta da tutti quei corpi, così preziosa, non venisse sfruttata.

Si impara sui banchi di scuola: l’energia non si perde mai davvero, si trasforma.

E così, dopo cinque anni di studi, l’istruttore di fitness e, non a caso, ingegnere meccanico, ha fondato Green Gym Berlin, la prima palestra che produce e utilizza l’energia elettrica prodotta dalla forza muscolare.

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La Green Gym Berlin si trova a Prenzlauer Berg, in Immanuelkirchstr. 3-4

Tra cyclette, crosstrainer e vogatori, quella che si produce in palestra è soprattutto energia cinetica.

Eick, insieme al padre, ingegnere elettrico, e all’aiuto di due amici tecnofili, ha messo a punto un sistema in grado di convertire l’esercizio fisico in energia ecologica, utilizzata poi per ricaricare telefoni cellulari e lettori mp3.

Sono 19 gli attrezzi fisici collegati a cavi che, tutti insieme, convergono in una piccola stanza dove sono collegati ad una scatola di commutazione dalla quale l’energia viene convogliata nell’accumulatore, per poi tornare indietro all’attrezzo individuale. Qui è così possibile sfruttarla nel pieno del rispetto dell’ambiente.

Eick ha investito diverse migliaia di euro nel progetto della sua palestra verde, con il quale vorrebbe anche incoraggiare le persone a pensare di più all’ambiente. Ma al momento, l’ideatore ritiene di essere solo alla fase iniziale del concept, dal quale vuole trarre i massimi benefici sviluppando oltre l’idea.

I principali componenti aggiunti all’interno degli attrezzi della Green Gym Berlin sono un generatore e un’unità di controllo elettronico. Il resto? Segreto industriale.

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