© Hans Knips - Own work / CC BY-SA 3.0
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Flughafen Tegel: l’aeroporto che venne costruito per essere provvisorio, l’aeroporto che invece divenne il più moderno d’Europa, l’aeroporto che doveva chiudere nel 2012, l’aeroporto che oggi è ancora qui, sommerso dal traffico aereo a festeggiare i suoi 40 anni.

Una storia particolare, quella del principale scalo aereo di Berlino, famoso per la forma esagonale del terminal principale che riduce notevolmente le distanze da percorrere.

In principio parte della foresta di Jungfernheide, utilizzata come riserva di caccia dalla nobiltà prussiana, la zona in cui sorge si legò alla storia dell’aviazione all’inizio del 20° secolo, quando il battaglione dirigibilisti prussiano ne fece la propria base e l’area prese il nome di Luftschiffhafen Reinickendorf.

Il 20 agosto 1914, a seguito dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, l’area venne dedicata alla formazione militare degli equipaggi di ricognizione aerea fino al Trattato di Versailles (che vietava alla Germania di avere aerei militari) e nel 1930 divenne nota come Raketenschießplatz Tegel, attirando un piccolo gruppo di ingegneri aerospaziali eminenti.

Ma fu solo con l’inizio della Guerra Fredda che l’area assunse la funzione, e l’aspetto, di un aeroporto. All’epoca, il principale aeroporto della città era Tempelhof, che però si rivelò inadatto ad ospitare tutti gli aerei di soccorso durante il Blocco di Berlino (24 giugno 1948 – 11 maggio 1949). Le autorità militare francesi, responsabili di Tegel, ordinarono quindi la costruzione di una pista di atterraggio di 2.428 m, la più lunga d’Europa, e di edifici aeroportuali e infrastrutture provvisori attorno ad essa.

Il 2 gennaio 1960 fu Air France la prima linea aerea ad iniziare voli commerciali regolari su Tegel, seguita da Pan Am e British Airways verso la fine del decennio.

Il 1 novembre 1974, viene inaugurato il nuovo terminal di forma esagonale sul lato sud, le piste furono allungate per permettere agli aerei a fusoliera larga di atterrare e decollare senza difficoltà e vennero costruite un’autostrada e la strada di accesso per collegare il nuovo terminal al centro della città. Fu così che Tegel prese il posto di Tempelhof come aeroporto principale di Berlino Ovest.

Se nel 1974 Tegel divenne l’aeroporto più moderno d’Europa, oggi attende solo di essere chiuso per lasciare spazio al nuovo BER.

Eppure, l’inossidabile Tegel ha festeggiato sabato scorso il 40° anniversario, anche se con un po’ di fatica. A causa del disastro BER, infatti, nel 2012 lo scalo è stato vicino al collasso, essendosi ritrovato a gestire tutti i voli inizialmente programmati per il nuovo grande hub berlinese. Eppure, oggi, parte dei berlinesi vorrebbe salvare Tegel e ad Hartmut Mehdorn, CEO di Flughafen Berlin Brandenburg GmbH, piacerebbe che l’aeroporto rimandasse la sua chiusura almeno fino al 2018.

Non c’è alcuna speranza per il quarantenne esagonale, che si dice abbia già il proprio futuro scritto: attorno alle piste in disuso e ai terminal si potrebbe sviluppare, infatti, un Polo di ricerca scientifica e industriale. Dei 460 ettari dell’aeroporto, 220 ettari verrebbero dunque utilizzati per la scienza, l’industria, i servizi e la creazione di startup. Una “nuova vita”, ambiziosa e importante come quella vecchia.