Foto: Costanza Sartoris / Il Mitte.
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Bannerino_FrancoforteFrancoforte – Ha inaugurato pochi giorni fa l’esposizione Scheu und Jung, bi-personale di Il-Jin Atem Choi e Marc Jung presso la Galleria KVFM – Kunstverein Familie Montez e.V.a. I due artisti in mostra lavorano a Francoforte e sono entrambi reduci da un passato legato al graffitismo. Colori pop e stencil: sono questi gli elementi che caratterizzano le opere di Jung e Choi.

Marc Jung, con una carriera avventurosa e decisamente poco tradizionale che lo vede in panni da wrestel e street artist per finire poi come artista contemporaneo citato nel database Saatchi Art, si presenta come il cuore dell’esposizione. La sua opera viene infatti mostrata in tutta la sua irruenza: enormi tele coperte da colori accesi e brillanti in cui le immagini costituite da tratti scomposti, abbondanti, lasciano emergere figure di corpi abbozzati e violenti.

Le visioni così create disturbano lo sguardo spingendo l’occhio a negare ciò a cui assiste per fuggire un ossessivo accumulo che ricorda l’horror vaqui, la paura del vuoto tanto cara a diverse epoche della storia dell’arte.

Ė così che la ricerca di Jung risulta pesante e di faticosa lettura nelle opere su tela, mentre appare più piacevole su carta, nei disegni a tecnica mista in cui la pesantezza dell’accumulo è alleggerita dal media stesso.

Choi, artista di origine sud coreana, presenta un percorso artistico10748623_10153257105614942_1282209353_n altrettanto complesso rispetto a quello del suo collega: dopo una laurea in business, si abbandona al mondo della street art che cerca di superare per mezzo di tematiche contemporanee. Le sue opere di maggiore impatto visivo sono tre grandi tele bianche che presentano una stratificazione di stencil neri: una sovrapposizione visiva di finestre astratte aperte su mondi di immaginazione.

Invece, i suoi lavori più interessanti presentano una sorta di involontaria citazione al nostro connazionale Piero Manzoni ed ai suoi Monocromi. Come Manzioni, anche Choi riflette sul senso della pittura stessa esplorandone il media, partendo dalla sua principale forma e struttura: la tela. Arricciandone la superficie monocroma ne rivela infatti la forma organica primaria, la sua struttura significante.

“Timido e Giovane” è così che si traduce il titolo della mostra che occuperà il bellissimo spazio della Galleria KVFM fino al 23 novembre. Se di timido c’è poco nelle opere esposte, di giovane c’è molto, soprattutto per quanto riguarda la Galleria KVFM e la nuova location in cui si trova da fine marzo di quest’anno.

Sotto il ponte Honsellbrücke e di fronte alla nuova sede della BCE si allargano due grandi arcate in cemento armato grezzo al cui interno arredi ricercati e arte si inseriscono perfettamente. Se anche l’arte vi interessasse poco è comuqnue consigliata una visita alla location: fino a pochi mesi fa in centro, ora nuovo punto di ritrovo dell’èlite intellettuale che frequenta le gallerie d’arte contemporanea di Francoforte. Anche non da esperti, ci si può sedere a bere un drink ed osservare il fermento artistico cittadino.

Costaza Sartoris

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