© smitty42 / CC BY-ND 2.0
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Tutti a Berlino” è la guida indispensabile per prepararsi alla Deutsche Vita nella capitale tedesca. In questa rubrica i due autori, Gabriella di Cagno e Simone Buttazzi, proporranno alcuni utilissimi estratti in esclusiva per Il Mitte. Il manuale (lo potete acquistare qui) vi spiegherà come affrontare e risolvere i nodi cruciali della vita a Berlino, dalla registrazione anagrafica alla ricerca della casa, dall’assistenza sanitaria alle prospettive di lavoro, dall’accesso al welfare fino al conseguimento della cittadinanza. Indirizzi, modulistica, consigli pratici: il tutto a portata di agile consultazione.

10. Diventare tedeschi: la procedura di naturalizzazione

A partire dal 22 dicembre 2002, in seguito a un accordo fra Italia e Germania, è venuto meno il requisito della perdita della cittadinanza originaria in caso di naturalizzazione. I cittadini italiani possono quindi fare richiesta di «doppia» cittadinanza. Questo significa che, in ottemperanza alla legislazione locale, dopo aver trascorso otto anni in Germania si può diventare anche tedeschi. La differenza è simbolica solo fino a un certo punto. Diventare tedeschi, da semplici berlinesi che si era, porta con sé un’intera gamma di diritti come quello di voto attivo e passivo in occasione di tutte le tornate elettorali, oltre alla possibilità di accesso a qualsiasi ruolo di ordine pubblico-statale. Il tutto senza perdere i diritti connessi alla cittadinanza italiana.

A norma di legge, il diritto all’acquisizione della cittadinanza tedesca mantenendo quella italiana sussiste in presenza dei seguenti requisiti: 1) risiedere regolarmente in Germania da almeno otto anni; 2) riconoscersi nell’ordinamento libero e democratico della Costituzione tedesca; 3) non svolgere attività contrarie ai princìpi garantiti dalla Costituzione; 4) essere in grado di sostenere se stessi e i familiari aventi diritto al sostegno senza dover ricorrere ai sussidi previsti dal Sozialgesetzbuch; 5) non aver subito condanne penali (con eccezione di reati lievi); 6) dimostrare una sufficiente conoscenza della lingua tedesca.

Innanzitutto va detto che non devono per forza passare gli otto anni previsti dalla legge. In casi di «particolare integrazione» ne bastano sei. Si tratta di un’informazione pressoché confidenziale che l’ufficio competente (l’Einbürgerungsamt, o Staatsangehörigkeitsbehörde) è autorizzato a comunicare aggiungendo che i criteri di selezione saranno più pignoli. I tempi sono ancor più brevi nel caso in cui si sia sposati (o si sia stipulata un’unione civile) con una persona avente cittadinanza tedesca. In tal caso, al momento di richiedere la cittadinanza il legame deve essere ancora valido secondo il diritto tedesco, i partner devono essersi uniti da almeno due anni e chi dei due fa richiesta deve essere residente in Germania da almeno tre anni. La richiesta di cittadinanza può riguardare anche i figli minorenni della coppia ed essere burocraticamente espletata mediante la compilazione di un unico modulo. La mera appartenenza a un nucleo famigliare con uno dei due coniugi tedesco è condizione necessaria ma non sufficiente: il partner deve dimostrare una buona conoscenza della lingua e della cultura generale tedesca e riconoscersi nei princìpi democratici contenuti nel Grundgesetz, la Costituzione della Bundesrepublik Deutschland scritta nel 1949 e che gli ex Länder della DDR hanno riconosciuto nel 1990, in vista della riunificazione.

La procedura di Einbürgerung può richiedere fino a sei mesi, visto che coinvolge molti uffici e richiede numerose verifiche. Ecco i documenti da consegnare all’ufficio competente insieme all’Antrag: 1) il certificato di nascita (internazionale, ovvero con le voci tradotte); 2) una fototessera; 3) fotocopia della carta d’identità e dell’Anmeldebestätigung; 4) il Lebenslauf (CV) in formato tabellare-europeo; 5) il Vordruck A40 rilasciato dal Finanzamt, che certifica l’assenza di debiti e il regolare pagamento delle tasse; 6) un contratto di lavoro dipendente in corso o, in caso di attività autonoma, una conferma del commercialista circa la media degli introiti mensili; 7) eventuali documenti ufficiali relativi all’avvio di un’attività in proprio; 8) il contratto d’affitto o, nel caso in cui si possieda casa, il Grundbucheintrag, un documento che indichi l’ammontare del Wohngeld; 9) l’ultimo Steuerbescheid, vale a dire la dichiarazione dei redditi già vagliata dal Finanzamt. L’intera procedura costa 255 euro, di cui 191 da bonificare alla consegna del formulario. Costano inoltre circa 25 euro cadauno il test di lingua (evitabile se si dimostra di aver studiato in Germania) e quello di cultura generale.

Una volta convocati alla fine della lunga trafila di Einbürgerung, vi spiegheranno quali sono le limitazioni di questa forma di cittadinanza (nessun accesso ai servizi consolari tedeschi in Italia… comprensibile), firmerete un documento nel quale dichiarate che nei sei mesi intercorsi tra l’inoltro della domanda e il suo accoglimento, per quello che ne sapete voi, non avete commesso reati di sorta, vi faranno controllare i dati sull’attestato e infine vi daranno un foglietto con una formula da pronunciare ad alta voce. È il feierliches Bekenntnis come da paragrafo 16 comma 2 della Legge sulla Cittadinanza, la dichiarazione solenne di rispettare la Costituzione e le leggi della Repubblica Federale Tedesca e di non fare nulla per arrecarle danno. La formula magica per diventare, oltre che italiani, tedeschi. Sempre più europei.

La rubrica Tutti a Berlino sulle pagine digitali del Mitte si ferma, ma da fine settembre 2014 sarà disponibile la nuova edizione ampliata e aggiornata del vademecum Quodlibet, con la prefazione di Angelo Bolaffi (Cuore tedesco). Vi aspettiamo in libreria!

TUTTI A BERLINO: INFORMAZIONI UTILI

Tutti a Berlino, pubblicata da Quodlibet, non è una guida turistica.

È un manuale di sopravvivenza per tutti gli italiani che un bel giorno maturano l’idea di affacciarsi per qualche tempo o addirittura di trasferirsi nella capitale della Germania, metropoli a misura d’uomo e sulla bocca di tutti. Con qualche raccomandazione, però. A Berlino si pensa in tedesco, lo si parla alle poste, in banca, nei negozi e agli sportelli, e vige un sistema meno intuitivo di quel che sembra. Tutti a Berlino si propone di prendere per mano i migranti europei degli anni Duemila e di condurli attraverso una selva di formulari, prospetti e cartigli di varia natura, passando per gap culturali e falsi amici. E se proprio si ha voglia di mettere le radici nella città che il sindaco Klaus Wowereit ha definito «povera ma sexy», questo libricino spiega anche come diventare cittadini tedeschi. Armati, va da sé, di santa pazienza e mostruosa disciplina.

Altre informazioni sul sito ufficiale di Tutti a Berlino. Per acquistare una copia fisica del libro, potete rivolgervi alla Libreria Mondolibro di Torstraße, a Mitte.

GLI AUTORI.

di cagno_buttazzi

Gabriella Di Cagno (Bari, 1961) ha studiato e vissuto a Firenze, dove si è occupata di musei, biblioteche, editoria. Ha compiuto la sua relocation a Berlino nel 2007 e qui ha intrapreso varie attività imprenditoriali e commerciali. Nel tempo libero che finalmente è riuscita a ricavare si dedica alla fotografia e alla scrittura per passione.

Simone Buttazzi (Bologna, 1976) si è trasferito a Berlino nel 2006 e dal 2008 abita in uno splendido Plattenbau. Nel giro di sei anni è riuscita a diventare tedesca, visto che per via del suo nome di battesimo – sbattezzo nonostante – viene tuttora apostrofata con l’appellativo di «Frau». Vota molto volentieri e si guadagna da vivere traducendo libri.