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di Sara Lazzari

Berlino e il Muro. Una simbiosi durata quasi tre decenni, che ha plasmato profondamente l’immagine della città. Impossibile, ancora oggi, camminare lungo le sue strade e non respirare ad ogni passo la presenza-assenza di quella linea di mattoni che l’ha spaccata in due e ha travolto il destino dei suoi abitanti.

La Storia ha impresso nel paesaggio urbano un marchio bruciante che ancora non si è estinto e che anzi, viene conservato e trasformato in memoriale, dando così forma all’esigenza del ricordo e della creazione di una memoria collettiva (su questo argomento ha scritto un bellissimo articolo Dario Laganà).

Del Muro rimangono ancora, sparsi per la città, frammenti interi: si pensi a Potsdamer Platz, al Mauerpark, alla celeberrima East Side Gallery. Se ne ripercorre la storia attraverso testi e interviste, foto e documenti ufficiali, esposti in sale di musei (come il Mauermuseum o il museo interattivo sulla DDR) o installazioni a cielo aperto (il memoriale di Bernauer Straße).

L’immagine del Muro, reale o riprodotta, è dappertutto: a stimolare il ricordo di chi ne è stato testimone (dei berlinesi odierni, soltanto la metà), ad educare la coscienza storica di chi invece è arrivato dopo.

Il 9 Novembre 1989, il Muro, eretto in una notte, in una notte veniva disintegrato: ciò significava la caduta del confine, la riappropriazione di quella terra di nessuno che era stata lastricata di vittime, la riunificazione del cielo diviso, l’inizio della fine della Guerra fredda. Tutto questo accadeva, appunto, un quarto di secolo fa: si tratta di un anniversario importante, che il Governo e l’amministrazione cittadina intendono festeggiare in modo appropriato.

Da tempo si è cominciato a programmare le varie manifestazioni che avranno luogo a Novembre (noi ne avevamo già parlato qui), ma da Giovedì scorso il calendario è stato definitivamente approvato  e reso pubblico. Il portavoce del Senato, Richard Meng, ha voluto però sottolineare, presentando il programma, come tale festività non voglia assolutamente avere il carattere di una celebrazione ufficiale imposta dall’alto, bensì mantenere la sua carica emozionale condivisa da tutti i cittadini: per questo motivo chiunque potrà ancora proporre e registrare ulteriori manifestazioni (e dunque i dettagli continuano a non essere completamente fissati).

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L’organizzazione responsabile della stesura e l’attuazione del programma principale è Kulturprojekte Berlin GmbH, affiancata dalla Robert-Havemann Gesellschaft (fondazione sorta nel ’90, che si occupa di documentare e render pubbliche la storia dell’opposizione e della resistenza nella DDR), che è invece incaricata di curare una sorta di mostra a cielo aperto, costituita da centinaia di Gedenkmodulen (“moduli commemorativi”) disposti lungo la linea del Muro.

Il cuore del progetto è costituito dal famoso muro di palloncini luminosi (“famoso” almeno nella misura in cui ne si vociferava da tempo), che verranno installati lungo l’ex confine tra il Bösebrücke su Bornholmer Straße e l’Oberbaumbrücke, passando per Mauerpark, Porta di Brandeburgo, Checkpoint Charlie, per una lunghezza complessiva di oltre 15 chilometri.

I palloncini rischiareranno Berlino per tutto il weekend e verranno infine liberati al tramonto del 9 (che quest’anno cade -felicemente- di Domenica). Ad ogni sfera luminosa verrà inoltre assegnato un “padrino”, il cui compito sarà appunto quello di sganciare il palloncino dal suo sostegno e ricreare così attivamente quel grande momento di Storia, lo smantellamento di un incubo. Chiunque può diventare padrino: sul sito ufficiale si aprirà a fine estate la raccolta delle candidature.

Il programma prevede inoltre, per la mattinata di domenica, una cerimonia commemorativa nella Cappella della Conciliazione di Bernauer Str., e l’inaugurazione di una nuova mostra permanente al memoriale del Muro, in presenza della Cancelliera Merkel.

A rendere ancora più spettacolare, inoltre, la “caduta” del muro di palloncini, è previsto una sorta di countdown musicale, eseguito dall’orchestra nazionale sotto la direzione di Daniel Barenboim; il concerto sarà inoltre ripreso  e trasmesso live dalle telecamere di ARD.

Alle manifestazioni in programma se ne affiancheranno senz’ombra di dubbio altre, che dilagheranno dal Gendarmenmarkt alla Porta di Brandeburgo, fino ad includere tutta Berlino. Una grandiosa festa, con al centro, ancora una volta, la volontà di non dimenticare.

8 Commenti

  1. Vorrei esserci assolutamente visto che non riuscii ad andarci 25 ani fa quando fu abbattuto. Ho vissuto a Berlino ed ho passato tante volte quella frontiera e tengo il vecchio passaporto con i timbri conservato come un cimelio, non vorrei perdermi questa occasione anche perché in ogni caso son rimasto innamorato di Berlino. Devo cominciare a prenotare dove dormire

  2. Che bello esserci: per ricordare, celebrare, festeggiare la libertà ritrovata, per riconfermare l’impegno a costruire un’Europa nuova, inaspettata, da scoprire e ancora da costruire …… Siamo, ancora una volta, tutti Berlinesi, siamo ancora tutti cittadini del mondo ….. !!!! Per un’Europa nuova, solidale, coesa, aperta dove nessuno, ma proprio nessuno resti indietro … per un’Italia in Europa, per un’Europa nel mondo, per un mondo giusto, integrato, diverso, …… e in pace !!!!! Tutti a Berlino, tutti in Europa, tutti nel mondo …..

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