L'IG-Farben Gebäude Foto © Jürgen Matern/ Wikimedia Commons / CC BY-SA 3.0
L’IG-Farben Gebäude Foto © Jürgen Matern/ Wikimedia Commons / CC BY-SA 3.0

Bannerino_FrancoforteFrancoforte – Questanno ricorre il centesimo anniversario della fondazione della Goethe Universität. Le iniziative sono numerosissime e coincidono con la piena operatività del nuovo campus a West End. Le celebrazioni non sono state prive di polemiche, dato che diversi eventi, oltre ad essere molto costosi, di fatto sono indirizzati molto poco alla popolazione universitaria e più ad autorità e possibili investitori.

Dopotutto, quello del richiamo di investimenti economici, è uno dei temi principali sia per quanto riguarda i due candidati alla carica di President – quello che nelle università italiane è il rettore – sia in generale della specifica politica universitaria. Solo recentemente è stato rilasciato un opuscolo che servirebbe a convincere investitori internazionali a finanziare l’università di Francoforte.

L’università, per quanto sia la casa del sapere, è costretta cioè a porre nella situazione economica il proprio centro di gravità. Sarà una banalità, ma senza soldi – pubblici o privati che siano – non si può fare ricerca.

In ogni caso, sempre a ricordare i cento anni della fondazione, c’è anche un’iniziativa a costo zero che serve a tenere viva la memoria di quello che la Goethe è stata un tempo: le strade intorno al nuovo campus verranno rinominate. Infatti sembrerebbe che la Grüneburgplatz proprio all’entrata del Campus diventerà Norbert-Wollheim-Platz, come l’economista ebreo che era molto attivo nelle associazioni ebraiche. Fu lui che dopo la guerra intentò il processo proprio contro la IG-Farben per aver fiancheggiato il regime nazista. Lo stesso Wollheim infatti aveva passato un periodo in un campo di lavoro forzato proprio al servizio della grande azienda chimica.

Oltre a Norbert-Wollheim-Platz, anche la Lübecker Strasse cambierà nome. Dovrebbe diventare Adorno-Strasse e, ugualmente, Bremer-Platz sarà intitolata a Max Horkheimer. Anche loro ebrei, furono tra i maggiori filosofi tedeschi del novecento. Costretti dal regime a fuggire in America, dopo la guerra rientrarono a Francoforte e furono i principali animatori della cosiddetta “Scuola di Francoforte” e della Teoria Critica.

Si attende ora il voto del Comune che è necessario per portare avanti l’idea. Secondo un portavoce il cambio dei nomi dovrebbe comunque avvenire entro la fine dell’anno.

[ale.gra]

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