Foto © Adam Jones, Ph.D. / Wikimedia Commons / CC BY-SA 3.0 / remixed by Il Mitte
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Bannerino_FrancoforteFrancoforte – Una delle istituzioni più importanti della città, la Goethe Univeristät, si appresta a cambiare i propri vertici. A fine anno infatti scadrà il mandato dell’attuale rettore Werner Müller-Esterl, biochimico in carica dal 2008 e non più candidabile.

La Findungskommission, la commissione incaricata di approvare le candidature, ha accettato due possibili successori: la professoressa Birgitta Wolff e il professor Robert Nitsch. I due provengono da campi decisamente diversi, ma quanto questo possa garantire due visioni differenti per il futuro dell’università è incerto.

Birgitta Wolff è infatti economista che ha studiato in molte università internazionali, tra cui anche Harvard e la Georgetown University di Washington. È stata anche attiva politicamente quando nel 2010 ha ricevuto la nomina come ministro dell’economia del Land Sachsen-Anhalt, carica che ha lasciato nell’aprile 2013 ufficialmente per divergenze con la linea politica del governo regionale, più probabilmente in vista della prestigiosa candidatura alla Goethe.

Robert Nitsch invece ha studiato medicina in Kiel e Francoforte ed è specializzato in neurobiologia. Nel 2013 ha ottenuto il sostegno del Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) con il  Advanced Grant, un finanziamento da oltre due milioni di euro.

Economia contro neurobiologia. In ogni caso sono lontani i tempi in cui un umanista come il filosofo Horkheimer poteva aspirare alla carica più alta in una delle università più importanti d’Europa.

Così come nella ingessata città di Siena i rettori sono spesso figure importanti di una contrada cittadina, a Francoforte per la medesima carica competono due campi del sapere estremamente importanti e centrali per il tessuto cittadino. Se l’economia infatti è ormai la disciplina che sembra gestire la società nel suo nel suo complesso e domina l’immagine della metropoli sul meno dall’alto dei grattacieli, dall’altro lato la neurobiologia poggia sull’importanza che l’industria farmaceutica e chimica rivestono per l’economia francofortese.

Dei due l’economista sembra essere la favorita e promette una maggiore internazionalizzazione ed espansione dell’università. Nitsch ci tiene invece a sottolineare che il ruolo dell’università deve essere primariamente quello della ricerca e del sapere poiché “l’università non è un’impresa”. La differenza sembra però essere poco rilevante per quanto riguarda il “programma”. Entrambi vogliono eccellenza ed espansione. D’altronde si è mai sentito di un candidato che auspichi un peggioramento della qualità della propria istituzione?

Prima di sapere il verdetto bisogna comunque aspettare qualche mese. Nel frattempo il Senato accademico deve ancora decidere chi avrà il diritto di voto per questa importante elezione.

[ale.gra]

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