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di Attilio Reinhardt

La casa editrice berlinese Der Morgen, nata nel 1958, in piena era DDR, nella sua lunga attività si occupò di Kabarett.
Nel 1985, in mezzo a un catalogo ricco ed eterogeneo (nel quale figuravano anche  molte pubblicazioni socialiste della Repubblica Democratica Tedesca), rese disponibile anche un cofanetto con le ristampe di 12 programmi di sala del secondo Schall und Rauch, coprendo un periodo che va dal dicembre 1919 al febbraio 1921.

Negli ultimi decenni, l’uso di queste piccole pubblicazioni di poche pagine, realizzate e distribuite a corredo di uno spettacolo teatrale, si è considerevolmente ridotto. Fatta eccezione forse per i libretti delle opere liriche e i patinati quaderni venduti tra i memorabilia dei grandi musical americani, ormai di rado capita di assistere a una rappresentazione stringendo un programma di sala tra le mani. Tra gli esempi italiani, oltre al già citato caso della lirica, ricordiamo colorate pubblicazioni stampate in occasione degli spettacoli di rivista degli anni ’50 e ’60.

schall und rauch

La ristampa tedesca dell’85, benché ormai reperibile nel solo mercato dell’usato, è una bella occasione non solo per recuperare la memoria di un oggetto caduto in disuso, ma anche per notare l’eccezionale quantità di talenti confluiti nell’avventura del secondo Schall und Rauch.

Prendendo come esempio proprio la primissima uscita di questa serie di libretti, datata dicembre 1919, troviamo nell’ordine: George Grosz  e John Heartfield (che insieme realizzarono la grafica di copertina e altre illustrazioni interne), Rudolf Kurtz (autore dell’introduzione, in qualità di direttore artistico del cabaret), Klabund (autore di una poesia), Christian Bouchholtz (con uno scritto che presentava in modo ironico lo spettacolo e il suo cast), Kurt Tucholsky (una canzone scritta con uno dei suoi pseudonimi, Theobald Tiger), Friedrich Hollaender (uno spartito scritto a mano), seguiti da Richard Huelsenbeck, Gustav von Wangenheim, Hans Heinrich von Twardowski,Walter Mehring (autori di diversi scritti) e Ernst Stern (con un ritratto dell’attore Paul Graetz). Il tutto sotto l’ala protettrice di Max Reinhardt, direttore del teatro nei cui sotterranei ci si dedicava al Kabarett.

Da notare, poi, che non tutti contenuti – canzoni, poesie e testi vari, ma anche illustrazioni (basterebbe la grafica Dada di Grosz e Heartfield) – erano effettivamente parte dello spettacolo, ma alcuni erano realizzati ad hoc per il programma di sala, donando alla pubblicazione un ruolo di completamento della rappresentazione. Come se il Kabarett di Max Reinhardt fosse anche di carta.

– Post tratto da Kabarett.it –