[© Luccio.errera on Flickr / CC BY SA 2.0]
[© Luccio.errera on Flickr / CC BY-SA 2.0]

Quando l’aeroporto Willy Brandt sarà ufficialmente aperto, potrebbe raggiungere in breve tempo i limiti massimi di capienza previsti, non riuscendo a garantire i propri servizi a tutti. È questa l’ennesima rivelazione riguardo il caso-BER, il nuovo scalo di Berlino la cui apertura è stata già rimandata numerose volte.

Per questa ragione, il CEO dell’aeroporto Hartmut Mehdorn starebbe pensando di introdurre una soluzione alternativa: mantenere aperto il vecchio scalo di Schönefeld per il traffico legato alle compagnie low cost, dirottando dunque molto traffico aereo sulla vecchia struttura, la cui chiusura dovrebbe essere invece conseguente (e contemporanea) all’inaugurazione di BER.

“È un’opzione che stiamo considerando”, ha confermato il portavoce Ralf Kunkel ai giornalisti nella giornata di ieri. Scetticismo arriva dall’entourage del sindaco Klaus Wowereit, a quanto sembra rimasto sorpreso dall’annuncio di Mehdorn, che vorrebbe iniziare i primi test di volo a luglio di quest’anno, per poi aprire lo scalo nel 2015.

Intanto, continuano gli avvicendamenti al vertice della società che si occupa della gestione e della progettazione dei lavori aeroportuali. Dopo Manfred Körtgen (2004 – 2012) e Horst Amann (2012 – 2013), c’è un nuovo avvicendamento nel ruolo di project manager di BER: anche Regina Töpfer, dopo nemmeno cinque mesi di lavoro, è stata silurata da Mehdorn. Resta ora da capire chi ne prendere il posto.