[© Mitch Altman / CC BY SA 2.0]
Un papà insieme al figlio appena nato [© Mitch Altman / CC BY SA 2.0]

Per le strade di Berlino, a Prenzlauer Berg e non solo, vedere giovani papà all’opera con uno o più figli piccoli non è affatto una rarità. Tra di loro potreste incontrare anche Ricardo Strauch, 33 anni. Ricardo, di professione, fa il “papà in affitto”.

Strauch lavora come genitore a tempo pieno per 7 euro l’ora. È più di un baby-sitter. La sua offerta, infatti, comprende infatti onori e oneri di un ruolo paterno vero e proprio, offrendo un supporto maschile ai problemi della crescita: i litigi con i compagni a scuola, i segreti che la mamma non può sentire, gli sport “da uomini” e via dicendo.

Prima, Strauch lavorava come imbianchino. Un giorno, mentre colorava le pareti di un asilo, ha scoperto la sua vocazione: «Mentre lavoravo mi sono ritrovato circondato da bambini, tutti volevano chiacchierare con me. E così una insegnante mi disse che avrei dovuto fare l’educatore» ha spiegato alla BILD.

Il quotidiano ha intervistato anche una delle dieci mamme single che affidano quotidianamente a Strauch i propri pargoli (di età compresa tra i sette mesi ai nove anni). La scelta di un “papà” è dovuta proprio alla necessità di una figura maschile: «Mio figlio sarebbe sempre circondato dalle donne, da me e dalle maestre. Ha bisogno però anche di un riferimento paterno, un uomo con cui fare le cose che piace fare ai ragazzi».

Strauch è il simbolo di un cambiamento: se ancora il mestiere del baby-sitter in Germania è appannaggio delle donne (nove su dieci lo sono), ci sono sempre più uomini interessati a ricoprire questo ruolo. Sempre più donne, infatti, sono alla ricerca di un badante maschile, cui è comunque richiesto di procurare un foglio della polizia che dimostri di avere una fedina penale immacolata.

Di uomini è carente anche la scuola primaria tedesca. Se negli anni ’80 circa il 40 per cento degli insegnanti era di sesso maschile, oggi questa percentuale è scesa al 12 per cento. A Brema ben 15 istituti non hanno neanche un uomo all’interno del corpo docente. In città, per ovviare al problema, qualcuno ha già avviato una campagna di sensibilizzazione: «Adotta un maestro».

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