Putin e Medvedev in versione gay © Il Mitte
Putin e Medvedev amanti, a Berlino © Il Mitte

di Stefano Bianco Maselli

Per tutto il mese di febbraio, in concomitanza con i Giochi olimpici di Sochi, alcune associazioni LGBT della città si mobiliteranno per esprimere solidarietà e sostegno alla comunità omosessuale in Russia.

Numerose sono le iniziative e gli eventi promossi anche dallo SchwuZ, fresco d’apertura della sua nuova sede a Neukölln, e dallo Schwules Museum, da sempre due tra i più strenui oppositori berlinesi della controversa legge contro la propaganda omosessuale approvata dalla Duma lo scorso giugno.

Per tutti gli eventi in cartellone nel mese di febbraio, lo staff dello SchwuZ ha deciso di aumentare il costo d’ingresso di 1 euro e di devolvere un altro euro per ogni bevanda venduta, dando così un sostegno pragmatico alle comunità LGBT russe.

«Lo SchwuZ ha una lunga tradizione politica», ha commentato Kai Bleck, responsabile IT del club, «come night club con un vasto pubblico, abbiamo la possibilità di portare temi politici nelle nostre feste e rafforzare così la consapevolezza dei nostri ospiti».

Il ricavato sarà donato a Quarteera e.V., l’associazione con sede a Nollendorfplatz che si occupa di fornire assistenza, consulenza e supporto a omosessuali russi e a Coming Out, organizzazione di San Pietroburgo che si batte per i diritti degli omosessuali.

Si comincia il 7 febbraio con due eventi importanti. Il primo si terrà di fronte a tutte le ambasciate russe del mondo nell’ambito della campagna “Gay Folks Movement” (un’iniziativa della Hirschfeld-Eddy-Stiftung) e la sede berlinese di Unter den Linden non sarà da meno. Il disappunto e la contrarietà verso la discriminazione delle comunità gay in Russia prenderanno le forme di un “sonoro” minuto di silenzio.

L’appuntamento è alle ore 16 sul piazzale della Porta di Brandeburgo. Questo il link all’evento. Il secondo si terrà a partire dalle ore 17 a Potsdamer Platz. Contemporaneamente alla cerimonia d’apertura dei Giochi invernali e all’accensione della fiamma olimpica, verrà accesa una fiaccola con i colori dell’arcobaleno che arderà per tutta la durata delle Olimpiadi.

La fiaccola sarà ben visibile a Potsdamer Platz, in questi giorni centro nevralgico della Berlinale. Intorno alla torcia sarà organizzato un presidio permanente di volontari che veglieranno giorno e notte sul fuoco dai colori dell’arcobaleno. A questo link è anche possibile offrire il proprio sostegno come volontari.

Il giorno 12 febbraio, in collaborazione con lo Schwules Museum di Kreuzberg, lo SchwuZ ha organizzato un dibattito pubblico in cui sarà sollevata la problematica della difficile situazione della comunità LGBT russa e si cercherà di trovare nuovi percorsi per continuare a dare sostegno a distanza a migliaia di giovani che per tanti motivi non possono ancora lasciare la loro terra d’origine. Questo l’invito all’evento.

Ma gli appuntamenti non finiscono qui. Sotto il motto “Du bist nicht allein”, il 23 febbraio lo SchwuZ torna a far sentire la sua voce: questa volta, però, scendendo in strada a mostrare pubblicamente il suo dissenso contro le politiche omofobe in Russia.

Nel mirino dei manifestanti ci sarà di nuovo l’ambasciata della Federazione Russa di Unter den Linden, ormai sede di numerose proteste anti-omofobe. “Il 23 febbraio insieme alla nostra clientela vogliamo allargare ulteriormente la nostra attività pubblica”, esclama ancora Kai Bleck.

La Germania non è nuova nell’alzare la sua bandiera dell’arcobaleno come segno di solidarietà alla comunità omosessuale russa. Sono passati solo pochi mesi da quando Berlino ha accolto il primo cittadino della Federazione Russa recatosi in Germania per chiedere lo stato di rifugiato a causa della sua omosessualità.

Alla luce di tutto questo, non possiamo che guardare con orgoglio e ammirazione allo sforzo di quanti impegnano tempo e passione nella speranza che in Russia le cose cambino. Ci auspichiamo quindi che anche la comunità italiana a Berlino faccia sentire la sua voce partecipando agli eventi organizzati.