[© James Evans on Flickr / CC BY 2.0]
James Evans on Flickr / CC BY 2.0]

di effeerre

Il mercoledì sera inizia il fine settimana.

Il giovedì mattina non si riesce a lavorare, perché è dura lavorare il fine settimana.

Il giovedì sera si fa l’errore della birretta di troppo.

Ma il venerdì scorre perché stiamo tutti in batteria, pronti per lo scatto del venerdì sera:

Si balla fino a tardi, si consuma materiale più o meno lecito. Ci si dimentica chi si è, da dove si viene, dove si va, ci si struscia un po’ e anche un po’ di più.

Il sabato mattina Berlino non esiste.

Il pomeriggio esiste in forma di tè lungo e nero. Che poi diventa il primo shottino.

La domenica è una lunga preparazione al lunedì. In questo il parco è il centro dell’azione. I bambini non si sa bene cosa ci facciano lì.

E il lunedì, ok, è il lunedì.

E il martedì è fatto per dimenticarsi chi si è stati il weekend prima: fatto per ridarsi un tono.

Il mercoledì mattina è quasi festa.

 

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Nächste Station è una raffinata collezione di appunti sparsi e di testi nati casualmente nei café, sulle metropolitane, mentre si aspetta un dürum döner, sesamsoße, ohne rotkohl e altri generi di attese berlinesi.

È pubblicata (ir)regolamente su il Mitte ogni 3/4 giorni.

efferre, al secolo Filippo Rosso, è nato e cresciuto a Roma. Il suo sito è www.filipporosso.net

 

 

4 Commenti

  1. ma basta con sti racconti banali, sentiti, risentiti, triti e ritriti come una ribollita dell´artusi! si sa a berlino si beve, ci si sbronza si fa festa ma cazzo inizia a conoscer la citta veramente!

  2. Ma perchè il Mitte non parla mai dei problemi reali di quelli che sono venuti qui a lavorare e non a divertirsi? Della speculazione edilizia che sta cancellando la memoria di questa città; della discriminazione crescente a carico di italiani e non solo. Non sarebbe anche questo il ruolo del giornalismo? Oppure fa comodo spacciare la favola della città dei sogni per interessi di cassetta? Berlin non è Las Vegas e non dovrebbe mai esserlo. Chi viene qui a cazzeggiare offende la memoria di questa città e chi gli da voce si rende complice di questo processo di azzeramento. Il Mitte non dovrebbe essere un giornale per italioti ma sempre più mostra di esserlo. Bye

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