[© Montecruz Foto on Flickr / CC BY-SA 2.0]
Montecruz Foto on Flickr / CC BY-SA 2.0]

756 omicidi rimasti senza colpevole. Alcuni dei quali potrebbero essere legati in qualche modo – il condizionale è d’obbligo –  all’estremismo di destra.

La Germania ha avviato una nuova serie di inchieste per cercare di scoprire se possano essere attribuiti ai neonazisti le morti di 849 persone avvenute tra il 1990 e il 2011. Lo ha confermato il Ministro dell’Interno tedesco, Hendrik Loerges.

Questa nuova iniziativa giudiziaria fa parte del rinnovato approccio federale alle indagini sul neonazismo nel paese, dopo le polemiche scoppiate a seguito di una serie di omicidi, soprattutto con immigrati come vittime, avvenuti tra il 2000 e il 2007 ad opera della NSU, una cellula estremista che venne “scoperta” dalle autorità solo nel 2011.

Insomma, la Germania riapre fascicoli archiviati cercando di analizzarli sotto una nuova luce, nella speranza di portare chiarezza in alcune delle pagine più buie dell’ultimo ventennio del Paese.

Dal 1990 a oggi, sono stati 63 i casi etichettati dai giudici tedeschi come “di matrice neonazista”. Secondo gli attivisti e alcuni ricercatori, però, i criteri utilizzati in questa definizione non rispecchiano la realtà dei fatti. E i crimini a sfondo estremista, avvenuti dalla riunificazione in poi, potrebbero essere molti di più.

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