[© onnola on Flickr / CC BY-SA 2.0]
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«A Berlino, molto spesso, gli inquilini non sanno che il problema è proprio sopra le loro teste, negli appartamenti in cui vivono». A parlare è Sven Leistikow, avvocato, che in città tutela oltre 200 affittuari che hanno scoperto di vivere in case contenenti amianto.

L’amianto si trova soprattutto negli edifici che sono stati costruiti dagli anni ’60 agli anni ’80Il materiale cancerogeno può essere presente nelle tubazioni di scarico, nei parapetti dei balconi, nelle fioriere e con maggiore frequenza nei rivestimenti utilizzati per i pavimenti. 

La Berliner Mietervereins stima che siano circa 70000 le abitazioni a Berlino dove l’amianto è presente, in quantità più o meno elevate. Molto spesso, però, manca un’adeguata comunicazione tra i proprietari e gli inquilini: di conseguenza, gran parte delle persone che vivono in case “contaminate” non ne sono al corrente.

Una situazione destinata a venire alla luce con il tempo, con grandi costi per chi dovrà sostenere un intervento di bonifica. L’asbesto veniva utilizzato nelle costruzioni del dopoguerra per le sue proprietà ignifughe e la sua resistenza. La sua pericolosità, tuttavia, non era ignota: fu proprio la Germania, nel 1943, la prima nazione a riconoscere che l’amianto provocava il cancro al polmone e istituì un rimborso per i lavoratori colpiti.

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3 Commenti

  1. Al momento vivo in un piccolo appartamento a Berlino con tubature visibili piuttosto vecchie, come potrei fare per far verificare se dove sto vivendo è effettivamente un ambiente “contaminato” o meno?

  2. anche la deutsche Oper e piena di eternit che contiene amianto.
    si evince su tutto il prospetto se non che sul garage ,e come se non bastasse sulla piazza del ristorante ci sono delle sedie in eternit dove nei periodi caldi la gente si siede a torso nudo.
    Credo che anche internamente ci sia amianto poiché da cieca un anno che bevo l’acqua filtrata dei rubinetto ho avuto dei dolori allo stomaco che sono poi spariti da quando ho iniziato a comprare e bere acqua in bottiglie.
    bisognerebbe indagare.

  3. Ritengo che, senza fare inutili allarmismi, sarebbe opportuna una rapida mapatura generale degli edifici, in particolare scuole, ospedali e edifici istituzionali. Purtroppo, in Italia ma non solo, siamo in ritardo con le bonifiche e le stesse mappature dovute ai notevoli costi.
    Ritengo che anche in Germania per fare qualsiasi bonifica bisogna rivolgersi alle Aziende Sanitarie che ne devono dare l’autorizzazione e da non dimenticare mai che gli effetti di possibili malattie amianto correlate possono verificarsi anche a distanza di 40-50 anni dall’esposizione. La cosa migliore, in caso di sospetto di presenza d’amianto è segnalarlo all’Azienda Sanitaria o alle autorità di pubblica sicurezza. Da non dimenticare che il materiale in cemento amianto è stato usato in dosi massice in edilizia e cantieristica navale fino agli anni 80 e ritengo che le costruzioni fatte in quegli anni, in particolare nella ex Germania Est (quindi Berlino Est) siano ancora tutte o quasi da bonificare. La UE è sensibile al problema ma gli Stati membri faticano a seguirne le direttive e c’è poca sensibilità sociale. Bisogna creare una lobby europea; l’European Asbestos Risks Associatio onlus (EARA) è sensibile in particolare alla ricerca per combattere le terribili malattie provocate dall’asbesto in particolare il mesotelioma pleurico.

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