[© Karamellzucher on Flickr / CC BY-ND 2.0]
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Ricordate quando da piccoli vostra madre vi mandava a ripetizioni perché proprio non riuscivate a mettervi in testa quella maledetta matematica, o non c’era verso di farvi tradurre decentemente un brano dal latino? Ad aprirvi la porta c’era sempre uno studente di ingegneria, o di lettere, cordiale e poco più grande di voi.

Ed è simile la sensazione che si prova entrando “in casa” di Costanza Orlandi, al numero 11 di Lüderitzstraße.

Una ragazza gentile, nata a Piombino nel 1968, laureata in Filosofia e Storia. Appassionata di antropologia e filosofia del linguaggio, ha scritto alcuni saggi e si è soprattutto dedicata al pensiero di Gramsci.

Si definisce una “migrante pendolare” perché in Germania c’è venuta nel 1992 ma ha vissuto in diverse città a periodi alterni, fino al 2000. Per poi tornare e, nel 2004, piantare le tende a Berlino.

Ha sempre insegnato: lavorando nelle scuole private o facendo la lettrice all’università. Eppure non si considera bilingue perché, ammette: «Ho iniziato a studiare tedesco a 22 anni. Il bilinguismo assoluto è quasi impossibile: una lingua predomina sempre sull’altra. Io mi sento orgogliosamente straniera».

Tornata in Italia, ha fondato Puntolingua nel 2002 come portale web per stranieri che desiderano studiare italiano. Online troverete corsi di lingua e traduzioni, con l’offerta di esercizi gratuiti che vengono corretti nel giro di qualche giorno e ore di conversazione a pagamento. Inoltre in Italia, alcune scuole scelte riconoscono sconti agli studenti online.

Lo scorso 20 febbraio, Costanza ha deciso di abbracciare un target più ampio e aprire la sede a Berlino dove si terranno le lezioni  di tedesco per italiani.

puntolinguaLa scelta di aprire i corsi di tedesco esclusivamente a piccoli gruppi di italofoni nasce in seno a una valutazione pratica: l’attenzione della docente doveva essere dosata in egual misura per tutti gli studenti, come  sulla pagina web, evitando il più possibile il ricorso all’inglese come terzo incomodo per le spiegazioni come accade in una classe con tante nazionalità diverse.

A Puntolingua è importante che ognuno abbia il suo spazio, le insegnanti di madrelingua tedesca e la stessa Costanza: a ogni nazione la sua voce.

Chi è più bravo a scuola? I tedeschi, perché la nostra lingua si fa complicata solo con l’approfondimento, a un livello avanzato. L’errore più comune in Germania però «sta nella motivazione: loro studiano per andare in vacanza sul lago di Garda». Gli italiani si lanciano e sbagliano, spessissimo gli accenti e inevitabilmente gli articoli.

Ma è normale: l’importante è uscire indenni dal cosiddetto periodo di “cristallizzazione” durante il quale i nostri errori si incollano alla memoria. «Nel giro di due o tre anni bisogna imparare a parlare correttamente, altrimenti si memorizzano delle forme sbagliate. Una lingua si apprende per emulazione, c’è un canale fra bocca e orecchio quindi, più a lungo ripeteremo una forma scorretta, più tenderemo ad utilizzarla comunuqe».

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Il trucco per iniziare bene, comunque, resta sempre lo stesso: l’amore, motore del mondo. «Fidanzatevi con un tedesco o una tedesca», è il suggerimento di Costanza. «Perché c’è la motivazione a comunicare, la necessità di farlo nel modo giusto su argomenti anche non banali e meno superficiali, la frequentazione giornaliera, l’accoglienza senza giudizio».

A volte capita che qualcuno faccia errori imbarazzanti come il classico  binomio “pane-pene”, ma non importa perché l’atmosfera che si respira qua è confortevole e casalinga.

L’intenzione è quella di accogliere gli studenti con spontaneità per farli sentire a loro agio, come in casa della più tradizionale famiglia italiana. Perciò appena si varca la soglia ci si trova davanti una libreria zeppa di classici, un comò all’antica, le foto in bianco e nero dei nonni. In tal modo si vuole stimolare un interesse profondo per la cultura del nostro paese.

E, se la lingua che parliamo è ciò che siamo, Costanza cerca proprio di dare «un’immagine buona dell’Italia», spiega riferendosi ai prodotti dell’associazione antimafia Libera Terra che attraverso la sua scuola importa e distribuisce a Berlino.

«Quando le persone fanno un corso da me, il primo giorno offro l’aperitivo. Mi piaceva presentare qualcosa di particolare anziché il Pinot del Lidl. La scelta è caduta su “Libera” perché in qualche modo da quando sto all’estero si è sviluppata in me una maggiore coscienza nazionale. Ho avuto anche più possibilità di contribuire alla lotta antimafia rispetto a quando mi trovavo in Toscana».

Quello che a Puntolingua, Costanza e colleghe cercano di fare è creare una rete di comunicazione produttiva e piacevole, per comparare le due lingue,  incentivare la curiosità per lo “straniero” e valorizzare ciò che ognuno rappresenta per l’altro.

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