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Un’immagine della protesta di marzo (© Il Mitte/Zero Produzioni)

Grandi teli bianchi hanno avvolto una parte dell’East Side Gallery, tra sabato e domenica, coprendo i coloratissimi murales che si affacciano lungo Mühlenstrasse, a Friedrichshain (foto 1foto 2).

Il gesto dimostrativo fa parte delle iniziative di protesta portate avanti dall’associazione che preserva il patrimonio culturale e artistico della sezione di Muro lunga 1,3 chilometri, minacciato da un progetto di costruzione.

Il presidente della Künstlerinitiative East Side Gallery, Kani Alavi, ha specificato che l’azione potrebbe proseguire per giorni. Gli artisti vogliono evitare lo smantellamento di parte del Muro per fare spazio ad un lussuoso palazzo di 15 piani affacciato sulla Sprea.

 – Leggi anche: “Un palazzo di lusso mette a rischio l’East Side Gallery” –

Tuttavia, scrive il Tagesspiegel, la protesta non ha attirato l’attenzione dei passanti, apparsi secondo il quotidiano piuttosto indifferenti rispetto alle coperture bianche appese a copertura della famosa galleria d’arte a cielo aperto.

Dopo la grande protesta di marzo, in effetti, l’attenzione dell’opinione pubblica verso il progetto immobiliare che costringerebbe una parte dell’East Side Gallery al trasloco forzato è diminuita drasticamente. Solo negli ultimi giorni se ne è tornato a parlare, grazie anche ad uno sponsor d’eccezione: l’ex Pink Floyd Roger Waters.

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2 Commenti

  1. Non si può distruggere un pezzo di storia così importante per l’intera umanità, per la conoscenza e memoria delle future generazioni. Io l’ho visto nello scorso mese di maggio e devo dire di aver provato un’emozione davvero profonda, quasi palpabile .

  2. Sono passato davanti al muro proprio mentre stavano mettendo i pannelli bianchi, ma non ho capito cosa stesse succedendo…magari mettere un cartello con la scritta Save the Wall avrebbe aiutato a capire e avrebbe incuriosito i passanti. In una città piena di cantieri ovunque poteva sembrare l’ennesimo lavoro in corso. Comunque è scandaloso il progetto di rimuoverne una parte…e io che credevo che solo in Italia facessero certe porcate!

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