[© Neil G Hamilton / Flickr / CC BY 2.0]
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Informazioni fondamentali

Distretto: Marzahn-Hellersdorf
Dimensioni: 19,54 km²
Abitanti: 105.133
Affitto medio:  5,89 €/m²
Stazioni principali: Ahrensfelde, Friedrichsfelde Ost, Gehrenseestraße, Marzahn, Raoul-Wallenberg-Straße, Springpfuhl
Linee: S-Bahn (S5, S7, S75), U-Bahn (U5), Bus


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di Emanuela Barbiroglio

La storia: nell’orrore, brillano gli eroi

Anticamente Marzahn era un semplice borgo agricolo, detto anche “comune rurale”. Terra di suore e cavalieri, si chiamava forse Morczane oppure Murtzan. Grazie alla costruzione della linea ferroviaria nel 1898, la Wriezener Bahn, iniziò il processo che avrebbe portato il villaggio a essere incorporato al vero e proprio gruppo urbano. Come parte del distretto amministrativo di Lichtenberg, entrò nella cosiddetta Groß-Berlin quando la legge del 1920 sancì ufficialmente la nascita della città.

La zona si riempì di villette e nuovi abitanti, ma rimase piuttosto isolata. Ciò nonostante, neanche Marzahn scampò al destino infelice dell’Europa intera quando il vento gelido della Storia cominciò a soffiare trai suoi boschi: nel 1936 venne costruito un campo di concentramento e di lavoro per gli zingari, il primo campo voluto da Hitler per la “razza straniera”. La maggior parte degli internati, circa 2.000, successivamente fu deportata ad Auschwitz e a Bergen-Belsen e solo pochi sopravvissero.

[ © Copyriot / Flickr / CC BY 2.0]
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Ma nell’orrore, brillano gli eroi. Tra il 1943 e l’aprile 1945, il vettore Erich Scheffler e sua moglie Charlotte riuscirono a nascondere nella loro casa a Marzahn molti cittadini ebrei, salvandoli. Quando nel 1945 l’Armata Rossa giunse a Berlino, questo fu anche il primo territorio invaso e fu ovviamente assegnato al settore di occupazione sovietico.

Qui, nel 1953, venne fondato il primo LPG (Landwirtschaftliche Produktionsgenossenschaft), ovvero la prima cooperativa agricola della Germania dell’Est. Solo negli anni ’70 iniziò la progettazione di un quartiere residenziale, limitrofo a quello di Ahrensfelde. La costruzione dei nuovi edifici andò di pari passo con quella della S-Bahn e nel 1979, dopo una consultazione fra le tre potenze occidentali, assunse finalmente lo status di distretto indipendente.

Per il neonato quartiere venne disegnato uno stemma con i simboli dell’agricoltura, che aveva sempre costituito la sua forza, e dell’industria, in via di sviluppo. Marzahn continuava a essere visto come il “supermercato” di Berlino. Ma la disoccupazione, subentrata col calo dei lavori pubblici, diede alla luce fenomeni di xenofobia ed estremismo politico. Si resero necessari anni di intervento statale per migliorare le condizioni e incoraggiare l’insediamento.

[© Andreas Penner / Flickr / CC BY-SA 2.0]
Andreas Penner / Flickr / CC BY-SA 2.0]
Vivere a Marzahn 

Nonostante recenti tentativi di risanamento con la realizzazione di infrastrutture migliori, dopo la riunificazione l’aspetto di Marzahn restava quello di una verde periferia, sempre sul punto di sbocciare.

Negli ultimi anni sono state costruite molte case con giardino, proprio a fianco ai grandi palazzi prefabbricati concepiti alla maniera socialista (die Großsiedlung). Dal 2003 al 2005, inoltre, è stato realizzato il progetto di riqualificazione urbana per l’Ahrensfelder Terrassen.

Vivere a Marzahn significa abitare in una zona “complicata”, lontana dal centro, dove però gli affitti sono tra i più bassi della città e c’è un altissimo numero di giovani famiglie con bambini.

Cosa fare a Marzahn

* Gärten der Welt: Per il 750° compleanno della città, nel 1987, gli instancabili ingegneri alle prese con Marzahn decisero di dare vita a qualcosa di veramente particolare: il Berliner Gartenschau. Un parco ricreativo progettato da Gottfried Funeck, come controparte del Britzer Garten a Berlino Ovest. Oggi è chiamato Gärten der Welt e qua tutto il mondo, o quasi, è riunito (ve ne abbiamo parlato qui).

[ © ingolfbln / Flickr / CC BY-SA 2.0]
[ © ingolfbln / Flickr / CC BY-SA 2.0]

Lungo una superficie totale di 100 ettari, si snoda un percorso affascinante che porta il visitatore dall’Asia all’Italia del Rinascimento e poi di nuovo all’Asia. Ci si può perdere in un labirinto come quello del Minotauro, ci si può specchiare nell’acqua dei laghetti tra le ninfee, ci si può rilassare all’ombra di alberi altissimi o si può prendere qualcosa da bere accanto al giardino giapponese. Colpisce la struttura del giardino cosiddetto “cristiano”: formato da quattro grandi pareti di parole dorate, testi biblici o  brani dei più spirituali tra i filosofi, rappresenta in una forma davvero inedita la cultura europea e offre spunti di riflessioni sulle nostre radici. Come se le piante, in questo sorprendente angolo di paradiso, fossero simbolo dello spirito di un luogo.

* Resist to Exit: ogni anno, in estate, si tiene il più grande festival punk all’aperto di Berlino.

* Shopping: sorge a Marzahn l’Eastgate, considerato il miglior centro commerciale della Germania.

* ORWOhaus: nasce da un’idea senza precedenti questo collettivo musicale, che sorge all’interno di un edificio industriale degli anni ’70