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Alessandro Lupi, Tree, mixed media, 2013

di Natasha Ceci

“Standpunkt” (punto di vista) è la mostra che l’artista genovese Alessandro Lupi presenta a Berlino dal 20 Aprile al 4 Maggio,  presso lo spazio Meinblau (Christinenstraße 18), con vernissage di apertura il 19 Aprile dalle ore 18.

Dopo le installazioni “Densità fluorescenti” (fili di poliammide dipinti e illuminati da una lampada), questi ultimi lavori di Lupi giocano ancora con la luce, lo spazio e una sospensione immateriale, ma quanto mai concreta.

“Ho sempre lavorato con la luce in sinergia con gli oggetti – racconta Alessandro Lupi – Con “Standpuntk” porto diversi lavori legati tra loro da un punto di vista, ovvero dalla riflessione: quanto condizioniamo la realtà catalogandola?

Si fanno largo, dunque, in questo spazio espositivo di Prenzlauer Berg, le illusioni di ombre, come linguaggio universale per comprendere il mondo, e luce, che chiamano all’appello le forme urbane di Berlino; l’ego dell’essere umano, come punto di vista assoluto, o quasi, sulla realtà, e la fruizione dello spettatore, tappa imprescindibile per dare un senso all’intera opera.

In quanto discorso sul “punto di vista”, il lavoro di Lupi chiama in causa, in modo ironico ma anche critico, i monoteismi religiosi e non in cui siamo immersi, tutti nello stesso spazio, ma con prospettive diverse. “Le derive dogmatiche privano il concetto di religione da un misticismo che, ultimamente, si sta fondendo con la scienza” sostiene Lupi, spiegando l’idea che c’è dietro questa sorprendente installazione.

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Alessandro Lupi, Seconds, mixed media, 2011

Ma se si parla di spazio e luce non può non intervenire il tempo, la cui fruizione è spesso vissuta al di là della naturalità, del suo legame con lo spazio stesso. Il tempo come grande catalogazione del reale è presentato in un’installazione sotto forma di personalissimo gioco di scansione temporale, attraverso delle lancette, mentre l’occhio di chi guarda non può permettersi di avere fretta.

Ad Alessandro Lupi, alla seconda esposizione a Berlino dopo “Lichtung” del 2010, chiediamo un’opinione su Berlino e sugli artisti che qui vivono e lavorano:

Ho scelto Berlino come piattaforma ideale in cui lavorare, qui l’energia è orizzontale, non frenetica e compulsiva come a Londra o New York, in cui ci si ritrova dopo un primo istante di smarrimento, quando si trova un proprio ritmo in questa immensa libertà creativa. Credo che qui tutto si trasformi velocemente, e spesso non te ne accorgi, ma è importante vivere i luoghi nel presente, come sono ora, senza restare legati a quello che non c’è più. In merito al discorso sugli artisti, penso che la creatività sia sincera, mentre la qualità sono gli altri a deciderla. Non dimentichiamo che qui è riconosciuto uno status all’artista, cosa che per esempio non esiste in un contesto italiano”.

Nello stesso spazio “Meinblau”  si terrà anche uno workshop con informatici, fisici e filosofi, in cui uno stimolante brainstorming sul linguaggio, come Standpunkt, porterà alla realizzazione di un’opera in due giorni, prima del party del 26 Aprile.