© Il Mitte
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di Maura Nardacci

Nella democratica Germania, oggi locomotiva d’Europa e paladina dei diritti civili, la memoria dei fatti avvenuti nel secolo scorso è sempre stata un monito per i Governi susseguitisi nei decenni, indipendentemente dal loro orientamento politico.

Memori delle atrocità commesse e subite (poiché anche numerosi cittadini tedeschi ne furono vittime) durante il periodo nazista, le autorità istituzionali non mancano, di anno in anno, di contribuire al mantenimento di una memoria storica tanto dolorosa quanto utile per le generazioni presenti e future affinché non accadano mai più i fatti del secolo passato.

Durante gli anni ’30 e ’40, tuttavia, non sono stati perseguitati soltanto gli ebrei: numerosissimi gay e lesbiche hanno trovato la morte nei campi di concentramento tedeschi. Gli omosessuali internati venivano costretti ad applicare sulle divise non la stella di David, bensì triangoli rosa come marchio di discriminazione. Lo stesso avveniva nel caso delle lesbiche le quali, però, come segno distintivo avevano un triangolo nero. Negli anni questi triangoli sono diventati due tra i più importanti simboli della lotta per il riconoscimento dei diritti civili della comunità LGBT.

Oggi in tutta Europa si combatte una battaglia per il riconoscimento dei diritti civili degli omosessuali e, negli ultimi anni, sono stati compiuti dei passi importantissimi: dopo Zapatero in Spagna, Hollande in Francia e Cameron in Gran Bretagna moltissime personalità politiche di spicco si sono battute per modificare o creare una legislazione adatta ai tempi moderni. Questo tema è, certamente, scottante ma è anche trasversale: affrontato e dibattuto, cioè, dai Governi europei sia di destra sia di sinistra. Ultimo in ordine cronologico è, appunto, il Governo di centro destra tedesco.

Le resistenze interne della parte più conservatrice di questo Governo, ovviamente, non mancano: ma Angela Merkel sembra decisa a compiere una svolta storica. Nel 2011 il Governo di Berlino ha introdotto l’istituto giuridico della convivenza registrata per le coppie gay, applicando per queste disposizioni analoghe a quelle contenute nel codice civile tedesco per la disciplina del matrimonio.

Nel febbraio di quest’anno la Corte Costituzionale ha stabilito la possibilità per le coppie gay dell’adozione successiva: possibilità, cioè, per uno dei partner gay di adottare un figlio già in precedenza adottato dall’altro partner (in Germania le singole persone possono adottare, indipendentemente dalla loro inclinazione sessuale e dallo stato di famiglia).

Il dibattito è, ora, incentrato soprattutto sull’equiparazione fiscale.

La Cdu resta, sull’argomento, fortemente divisa: la componente conservatrice è, tuttavia, minoritaria rispetto a quella progressista. Questo cambiamento di rotta della Cancelliera non irrita solo una parte , seppur esigua, del suo partito ma mette in enorme difficoltà i suoi concorrenti politici.  In vista delle elezioni di Settembre questa spinta alla modernizzazione consentirebbe alla Merkel di utilizzare a proprio vantaggio questo tema sociale che, altrimenti, socialdemocratici e verdi sfrutterebbero in campagna elettorale.