steinbruck

di Maura Nardacci

Steinbrück entra nel vivo della campagna elettorale con una violenta sterzata a sinistra, che viene accolta dagli europeisti di tutto il continente con un sospiro di sollievo. Il candidato socialdemocratico alla Cancelleria, dal podio della sede centrale del suo partito, ha presentato il suo denso programma elettorale contenuto il ben 100 pagine.

Steinbrück propone di risolvere il problema greco, in primis, e più in generale degli Stati del sud (i cari, vecchi PIGS), certo imponendo rigore e responsabilità ma anche salvaguardando quei valori e quei principi europei senza i quali tali interventi verrebbero visti come soprusi da parte di grigie istituzioni europee lontane dai bisogni dei cittadini, piuttosto che aiuti volti alla crescita e per il bene comune. Nessuno Stato europeo deve, dunque, restare indietro e la divisione classica tra i virtuosi paesi del nord e gli immorali e disonesti paesi del sud deve essere, finalmente, superata.

La Merkel, invece, continua a non scoprirsi e, anzi, la Cancelliera corteggia l’elettorato conservatore, contrario alla visione di una Germania paladina dei deboli e principale artefice dei salvataggi dei paesi del sud Europa (primo tra tutti la Grecia) con conseguenti ripercussioni sulle casse dello Stato. Vi è un abbandono, almeno durante la campagna elettorale, della posizione europeista che da sempre ha contraddistinto le politiche della Merkel. Dimostrazione evidente ne è il recente veto tedesco all’ingresso di Romania e Bulgaria nello “spazio Scenghen”.

Dopo la vittoria di Hollande in Francia, se nelle elezioni di settembre l’SPD dovesse avere la meglio su Angela Merkel la quale, comunque, continua a registrare nonostante la difficile convergenza economico-politica un tasso altissimo di gradimento tra gli cittadini, i socialisti europei diventerebbero una delle forze principali e maggiormente influenti nel Consiglio europeo.

Anche in questo caso, però, una delle incognite maggiori per gli equilibri dell’UE resta la nostra Italia, uscita più divisa che mai dalle recenti consultazioni elettorali. Infatti, pochi giorni fa Steinbrück dava del clown a un possibile alleato di Bersani e, quindi, del nuovo centro sinistra riformista italiano: Grillo. Dava del clown, cioè, ad un possibile suo alleato sul campo europeo non ponendo certo le basi per un dialogo proficuo e costruttivo. Le trattative tra il M5S e PD restano, tuttavia, ancora aperte e confuse e, ad oggi, i leader europei (così come i cittadini italiani, sempre più allarmati dalla nebulosa situazione di stallo) possono soltanto ipotizzare lo scenario politico italiano del prossimo futuro.

Molti opinionisti tedeschi credono, tuttavia, che tale virata a sinistra dell’SPD non sia che una mossa dettata dall’enorme svantaggio elettorale nei confronti dell’attuale Cancelliera: l’unico modo per risalire la china sarebbe per Steinbrück, dunque, accaparrarsi le simpatie europee e, al contempo, proporre delle riforme che pongano una maggiore attenzione al sociale.

Soltanto in questo modo Steinbrück potrebbe tornare competitivo nei confronti della Merkel ed avere una chance reale di uscire dalle urne come il nuovo Cancelliere tedesco.