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© Zero Produzioni / Il Mitte

L’annuncio è arrivato intorno a mezzogiorno: “I lavori sono stati bloccati“, ha spiegato un portavoce della polizia al megafono ai manifestanti che si erano riuniti davanti all’East Side Gallery fin dalle prime ore del mattino per impedire la rimozione di una sezione di Muro lunga 30 metri.

Il primo round, dunque, è stato vinto dai 400 cittadini che hanno voluto far sentire la propria opinione riguardo allo smantellamento di quello che, ancora oggi, è uno dei simboli più controversi di Berlino. Le gru e le ruspe sono state portate via, dando l’illusione di una vittoria completa.

Così, però, non è. Si tratta solo di un’interruzione temporanea, nell’attesa di capire come e quando i lavori proseguiranno. Intanto la battaglia si accende anche a livello politico: “Il Senato ignora l’importanza storica, culturale e turistica del Muro”, ha attaccato la leader dei Verdi Antje Kapek. “Imbarazzante vedere come WowereitMüller cerchino di scaricare le colpe sull’amministrazione del quartiere, invece di farsene carico in prima persona”.

La porzione del Muro sarà spostata per fare spazio ad un elegante palazzo di 15 piani che sorgerà sulle rive della Sprea entro il 2015. Prosegue intanto anche la mobilitazione online: la petizione lanciata dalla “Bündnis East Side Gallery Retten” ha raccolto, in poco più di tre giorni, oltre 33mila firme.