Che la capitale della Germania abbia una certa disponibilità di aree verdi, alcune anche molto grandi, è risaputo. Quello che colpisce ogni volta, però, è l’utilizzo che i cittadini fanno di questi spazi: i parchi di Berlino, infatti, ospitano con sempre maggiore frequenza orti, coltivazioni e progetti di utilizzo “intelligente” del suolo, sempre nel massimo rispetto della natura circostante.

In questo contesto di “sperimentazione ecologica” sono nate, negli ultimi decenni, due coltivazioni locali di uva, dai cui acini si produce oggi un interessante vino bianco, il Riesling, diffuso anche in altre zone della Germania. I due vitigni, coltivati amorevolmente da gruppi di volontari, si trovano nei distretti di Pankow e di Tempelhof-Schöneberg.

Quella di Berlino, contrariamente al pensiero comune che vuole la birra come elemento cardine delle tavole della città, è una zona ricca di storia sotto il profilo della viticoltura. Nel 1600 la regione sfornava grandi quantità di vino, e non solo per i 60mila abitanti della città.

Il vigneto di Pankow, che trova spazio nel Volkspark Prenzlauer Berg, esiste dal 2003. Quello di Schöneberg, invece, ha una storia più lunga: venne piantato da un ex sindaco del quartiere più di due decenni fa. Oggi, a proseguire la coltivazione, sono quasi tutti politici. É il loro modo di servire la comunità locale.

A Schöneberg vengono prodotte ogni anno circa 700 bottiglie di Riesling. Nonostante non si tratti di un’area legalmente utilizzabile per la produzione del vino, le autorità ne hanno permesso la coltivazione, stabilendo però un limite massimo di vino prodotto e imponendo il divieto di vendita. Se volete assaggiare un bicchiere di Riesling, dunque, l’unica via è quella di farvelo regalare.