Torna il ciclo di 6 appuntamenti “Italo-Berliner: eine kulturelle Zuflucht?”, al suo terzo appuntamento, ideato e realizzato da Elettra de Salvo (leggi qui la nostra intervista a Elettra de Salvo) e in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino.

Uno degli ostacoli più grandi, nella percezione di chi emigra a Berlino, è senz’altro la lingua, vissuta ora con ostilità, ora con fascinazione, in ogni caso necessario e imprescindibile fattore di integrazione. Come scrive la Ramondino, imparare questa lingua (come altre) ci fa regredire ad una condizione infantile, lasciandoci sì la gioia di godere di ogni nuova parola, di ogni nuova scoperta e successo, ma ponendoci anche sotto la tutela adulta della comunità dei parlanti, di una lingua che funziona con regole ben precise, cui dobbiamo in qualche modo “ubbidire”.

Il tedesco, in virtù anche della sua sintassi, ci abitua a rallentare il flusso del nostro pensiero, ci richiede lo sforzo di riflettere, prima di parlare, e ci spinge a fare i conti con la nostra identità, e con le differenze che inevitabilmente, anche per tramite della lingua, attraversano la storia e la cultura di due Paesi pure così diversi. “Chi usa le parole mette in moto dei mondi, degli esseri divisi: quello che può consolare l’uno, può ferire a morte un altro”, diceva Heinrich Böll. E proprio lingua e linguaggio saranno al centro di questo nuovo appuntamento di “Italo-Berliner”.


“Italo-Berliner: eine kulturelle Zuflucht?”
22 ottobre 2012, ore 20.00
Dante Connection/ Buchhandlung-Libreria, Oranienstr. 165 a Berlin

Assistenza, consulenza drammaturgicaNora Cavaccini

Con la partecipazione di:
Gherardo Ugolini, Docente di Filologia Classica presso l’Università degli Studi di Verona e Professore di Italienische Kulturwissenschaft alla Humboldt-Universität di Berlino e all’Universitá di Heidelberg e giornalista de L’Unitá, Corriere d’Italia (Intervento introduttivo).
Gió di Sera, DJ, Radiomaker, Performer, fondatore della street univercity (performance).

In cooperazione con: Dante Connection und Café Dresden.