Photo by: Keren Manor/Activestills.org

“Stop alla deportazione“, “Abolizione dell’obbligo di residenza”, “Basta con i soggiorni forzati nei lager” e “Più velocità con le richieste di asilo“. Sono queste le richieste degli organizzatori della Refugee Protest March, una manifestazione che, nelle ultime quattro settimane, ha attraversato la Germania nell’intento di sensibilizzare il Paese riguardo al problema dei rifugiati.

L’8 settembre scorso, centinaia di manifestanti sono partiti da Würzburg, in Bassa Franconia, con l’intento di raggiungere Berlino. Obiettivo centrato nella giornata di sabato, quando il gruppo ha mostrato cartelli e intonato slogan sul Glienicker Brücke, il ponte che collega Potsdam alla capitale tedesca.

Durante il tragitto, la Refugee Protest March ha visitato alcuni dei centri di accoglienza per rifugiati più affollati della Germania. Alcuni dei rifugiati si sono uniti alla protesta, chi per una piccola parte del tragitto, chi per l’intero percorso. Come Walker Jeger, 30 anni, curdo in fuga dall’Iraq, ora residente in una struttura di Norimberga.

Il gruppo si riunirà nuovamente tra pochi giorni, per l’esattezza il 13 ottobre. Per quel giorno, infatti, è previsto un nuovo sit-in di manifestazione, una sorta di celebrazione conclusiva della Protest March. L’appuntamento è per le ore 15 in Oranienplatz. Per tutte le info, il sito di riferimento è refugeetentaction.net.