Er Monnezza – Tomas Milian, di Lenzi, Sacchetti

C’è il blogger, l’user, il troll, il flamer e poi c’è lui…l’insulter. L’uomo (o la donna) che commentano nella maniera più acida o rude gli articoli e i post di chi scrive su Internet. Tutti quanti siamo stati almeno una volta insulter e chiunque può essere un insulter. L’insulter è il nuovo antieroe del web. Lotterò sempre e ostinatamente per una rete piena zeppa di insulter piuttosto che vedere Internet in mano a qualche mortifero censore. Però gli insulter sono troppo interessanti per non scriverci almeno un articolo. E visto che, personalmente, non sono così seguito da avere già una mia truppa di fedeli insulter, non posso che iniziare questo post immaginandomi l’opera di insulter fantasmi, che fanno a pezzi con gioiosa rabbia quello che non ho ancora nemmeno scritto.

Per una volta iniziamo dai commenti:

“Questo articolo sull’insulter è quanto di più inutile e banale abbia mai letto, ma purtroppo questo è quello che tocca trovare in giro, che dire…Con tutte le cose di cui si può parlare scrivete ‘sta roba?…Ma impara l’italiano, ma che articolo è, ma un minimo di informazione sui fatti che citate? … Ma ti prego, che c’entra l’user, ma come stai, ma ci sei andato a scuola? …Mamma mia, povera Italia, poi ci si meraviglia se tutto va in malora, meglio che non parli… Contro la censura ma per la censura, eh, ma a me non mi freghi, sei della trilateral commission!…Ma come si fa a sostenere che esista l’insulter quando tutti sappiamo di chi è la colpa, certo non ci si può aspettare la verità da certa gente che poi si sa tutti chi sono, sempre i soliti. Che vergogna!…Senza offesa, ma che ci trovi di interessante in uno che insulta da scriverci un post? Secondo me sei proprio uno stronzo!…Ma quanto cavolo è lungo sto articolo, ma sei scemo? Ma non lavori di giorno (o la notte, almeno)?…Prima parte?? Nel senso che vuoi sfracellarci le scatole pure con una seconda?!”

Vi siete fatti un’idea di cosa stiamo parlando? Mettiamo ordine. L’insulter non è di un solo tipo. Quello più facile, quello che siamo stati tutti almeno una volta , è l’insulter occasionale.

Insulter occasionale

L’insulter occasionale è il più diffuso ed è molto facile diventarlo. Capitava di là. É finito sul post giusto nella giornata sbagliata (o viceversa). Probabilmente ha letto solo il titolo di un articolo. Probabilmente ha appena litigato con il o con la partner. Probabilmente gli fa male un piede. Probabilmente gli sta sulle palle come si chiama chi ha scritto un contenuto online. O semplicemente non sopporta la faccia del profilo di un autore. Probabilmente voleva scrivere lo stesso articolo ma non lo ha scritto e non crede valga la pena scriverne un altro. Probabilmente ha un capo imbecille sul lavoro e ha identificato senza alcun motivo l’autore come vicino alla linea gerarchica che, giustamente, detesta. E quindi insulta, l’autore dell’articolo, non il capo, è un insulter, mica un ribelle… L’insulter si lancia sulla tastiera e commenta acido, spara a zero, distribuisce botte di “ignorante” e incompetente”, invita a cambiar mestiere o trova dettagli che smascherano l’assoluta malafede di un autore. L’insulter è un poeta del pensiero negativo: vuole solo e comunque fortissimamente distruggere…c’è una vera arte in tutto questo a volte, impossibile negarlo. L’insulter argomenta poco, mica è il suo ruolo. In realtà potrebbe pure argomentare, magari ha anche l’intelligenza per farlo, ma se lo facesse dovrebbe concedere che il suo bersaglio abbia detto qualcosa di accettabile, con cui discutere. Ma, appunto, l’insulter non ha voglia di discutere, così come non si ha voglia di prenderla con calma quando si batte l’alluce contro un comodino. Bisogna solo scaricare la rabbia … Fermi tutti! Già solo scrivendolo mi rendo conto di quanto sia divertente fare l’insulter. Cavolo, ora vado ad insultare qualcuno online, qualche blogger, ho qui una lista di gente che mica mi piace tanto…

Ecco, visto quanto è facile diventare insulter? Allora, invece, facciamo i bravi ragazzi: Come non diventare un insulter occasionale?

Non farò l’insulter. Perché? Mica perché sono uno a posto io…figuriamoci, è dalle elementari che mi danno del “bambino vivace” (e credo che dicessero “vivace” per rispetto verso i miei genitori). No, il fatto è che, alla fine dei conti, in quanto ad insulti, preferisco l’offline, sono tradizionalista…

Ecco, qui sta il punto. Se sono online, cerco di comportarmi come fossi offline, perchè l’era della rete è questo, mica due mondi separati. Direi le stesse cose se trovassi il mio blogger da insultare davanti? Lo so, sto facendo l’insulter con nome e cognome, magari su Facebook, ma non è la stessa cosa, ugualmente. Poco fa qui su CYBERlin si scriveva della necessità di “annusarsi” offline… bisogna fare la stessa cosa anche in zona insulting… devo annusare bene il blogger prima di insultarlo, forse non puzza come credevo. Forse non diceva quello che credevo dicesse, forse ho letto quello che mi andava di leggere, forse se metà del mondo è marcio lui non c’entra… forse è solo uno che sta dicendo la sua, forse se vado a berci una birra mi starà pure simpatico (a me è successo con diversa gente che online avrei voluto insultare)…

O forse, anche se chi ha scritto quello che ho appena letto si merita tutto il mio disprezzo, forse i miei insulti valgono di più che quattro spiccioli da spargere in rete ogni cinque minuti… forse se sono un tipo in gamba pure i miei insulti valgono qualcosa, allora li userò solo se davvero credo che siano assolutamente necessari. Per tutto il resto c’è l’arma della critica, che è ben più letale, sottile, duratura.

Ecco quindi come funziona: un insulto non è un vero insulto se non rischi di prenderti un pugno in faccia. Come direbbe il qui sopra ritratto Er Monnezza, insultando sul web, invece, si finisce per essere: “Solo un gran paraculo”. Non c’è molto da aggiungere, in verità.

E questo vale per l’insulter occasionale. Poi ci sono altri insulter, tra cui spicca quello che segue assiduamente uno o più specifici blogger un po’ più conosciuti, per il gusto di non fargliene passare liscia neanche una. É l’insulter aficionado, un navigatore che crea rapporti duraturi e a cui anche certi blogger addirittura si affezionano, perchè l’attività dell’insulter tradisce un odio reverenziale da società dello spettacolo…ma per parlare di questo magari aspetto la seconda parte, anche perchè ora devo scappare a insultare un tizio che ha un sacco di follower su twitter…

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2 Commenti

  1. Articolo spassoso…ma credo sia fuori luogo per la rubrica Cyberlin..ci stava più l’argomento sul decreto Monti per le startup oppure qualche info sulla social media week appena trascorsa

  2. Il mio insulter preferito (ma non sono sicuro di poterlo definire tale) è l’insulter legalizzato. Quello che passa le giornate sui quotidiani online in attesa di notizie come “uomo calcia gattino” per poi sfogare nei commenti tutte le sue frustrazioni ed elencare con una ferocia lucida e dettagliata tutte le cose (orribili) che augura al protagonista del fatto di cronaca e che gli farebbe lui stesso se solo ce lo avesse tra le mani. Priceless.

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