© Pascale Scerbo Sarro (per ilMitte.com)

Alla fine ha vinto lui. Lo strafavorito. Geoffrey Mutai non avrà infranto il record del mondo, ma ha incantato, conducendo la Berlin Marathon dall’inizio alla fine. In seconda posizione si è classificato Dennis Kimetto, anch’egli keniano, specialista della 25 chilometri e al debutto sulla lunga distanza. 2:04:15 il tempo finale di Muntai, 2:04:16 quello di Kimetto, che ha dato l’impressione di non volere guastare la festa del connazionale più atteso, ed ha lasciato che la volata si trasformasse in una passerella per Mutai. A completare il podio, ecco un altro atleta del Kenya: Geoffrey Kipsang.

© Pascale Scerbo Sarro (per ilMitte.com)

Il primo degli atleti italiani al traguardo è stato Giovanni Gualdi, sedicesimo con il tempo di 2:13:55. Il primo tedesco, invece, è stato Jan Fitchen, quattordicesimo con il tempo di 2:13:55, miglior crono fatto registrare da un’atleta in Germania nel 2012. La gara femminile è stata vinta dall’etiope Aberu Abede, con il tempo di 2:20:30. Per la maratoneta africana non si tratta di una “prima volta”: Abede, infatti, aveva già vinto a Berlino nel 2010. Seconda classificata l’altra etiope Tirfi Tsegaye, terza l’ucraina Olena Shurhno.

© Pascale Scerbo Sarro (per ilMitte.com)

Ma il vero spettacolo è stato tutt’intorno ai corridori: 35.499 atleti partecipanti da 125 differenti nazioni sono stati sospinti da un pubblico caloroso ad ogni tratto del percorso. Vere e proprie “squadre” di percussionisti hanno dato il ritmo alla corsa degli atleti, come sempre eterogenei per provenienza, formazione e capacità, ma uniti dalla stessa passione. Tra di loro bambini, anziani – Gerd Trebbin, 72enne di Friedrichsfelde, ha terminato la maratona in 6:57:11 – e tanti, tantissimi italiani, sia “debuttanti” che “veterani”, vogliosi di mettersi alla prova sul tracciato del classico appuntamento autunnale berlinese.