Cacciati, ripudiati, mandati in castigo. Quadri di Botticelli e Raffaello, di valore storico e artistico inestimabile, potrebbero venire messi da parte per fare spazio ad un’esposizione di arte moderna, certamente importante – ma non abbastanza secondo molti, da giustificare la “cacciata” dei capolavori rinascimentali.

È quanto potrebbe accadere alla Gemäldegalerie, uno dei musei più prestigiosi di Berlino: la collezione, segnalata da tutte le guide turistiche, verrebbe spostata al Bode Museum per lasciare campo libero alle opere donate da un magnate alla città di Berlino. Il “fattaccio” ha subito scatenato reazioni inferocite dai molti amanti dell’arte classica. “È un atto di barbarie”, ha tuonato il Die Zeit.

Al posto dei quadri italiani, tra cui la Maria sul trono con il bambino e i due Giovanni, la Madonna Terranuova, la Testa di Cristo e il Bicchiere di vino, arriveranno comunque tele prestigiose, di Pablo Picasso, Salvador Dalì, Max Ernst, Paul Delvaux, Jackson Pollock e Frida Kahlo. Una collezione da 150 milioni di euro. Davvero niente male.

A molti, però, la decisione di spostare le tele non piace. Un appello scritto da Jeffrey Hamburger, dell’università di Harvard, e firmato da circa ottomila esponenti del mondo artistico internazionale è stato spedito al Ministero della Cultura. Anche l’Associazione degli storici dell’arte ha sostenuto che il piano «priva il pubblico della possibilità unica di ammirare, nel loro complesso, i capolavori di cinquecento anni di pittura europea».

L’amministrazione comunale, che in ultima istanza dovrebbe avallare la decisione, non si è ancora espressa. Neanche Wowereit, che nel 2010, alla cerimonia di presentazione della collezione (regalo alla città dell’industriale 82enne Heiner Pietzsch) aveva preannunciato lo spostamento, poiché lo stesso era inserito come clausola vincolante nel contratto di donazione.