In un panorama dominato da proteste e manifestazioni contro il caro-affitti, una voce contrastante si è levata a Berlino: quella di Gunnar Schupelius, carismatico caporedattore di B.Z.. Il giornalista, infatti, ha pubblicato sul quotidiano cittadino una riflessione in cui propone una posizione alternativa sulla questione.

«In nessun’altra città del mondo i politici trattano questo argomento con uguale frequenza. Qui gli inquilini sono trattati come vacche sacre», argomenta Schupelius. «Il tema è talmente cruciale da riuscire a far vincere o perdere le elezioni ad una forza politica».

In sintesi, il caporedattore non condivide tutto questo allarmismo sugli affitti: si alzano, è vero. Ma forse si stanno solo adeguando al loro reale valore. «Un esempio: nella Chausseestrasse, a Mitte, una 53enne paga 380 euro mensili per un appartamento di 58 metri quadri».

«Ora gli vorrebbero aumentare l’affitto a 681 euro mensili: certo, l’aumento è incredibile, ma siamo sicuri che la casa non fosse stata sottopagata fino a ieri?», prosegue Schupelius. «In nessuna città d’Europa, tantomeno in una capitale, un appartamento può costare così poco nel centro storico».

«A Londra un appartamento analogo sarebbe costato circa 1500 euro. Londra è una città dinamica con immigrati da tutto il mondo, un po’ quello che anche Berlino vorrebbe essere», conclude il giornalista. «L’aumento continuerà, inutile negarlo. Se vogliamo continuare a vivere in una città in crescita, dobbiamo rassegnarci. Chi non può più mettersi di vivere in centro si trasferirà in periferia: succede la stessa cosa in tutto il mondo ed è considerato perfettamente normale».

11 Commenti

  1. Sono perfettamente d’accordo, gli affitti sono esageratamente bassi e comunque , se Berlino vuole crescere, cosa che certamente sta avvenendo, sarà inevitabile che aumentino sempre di più. D’altra parte la politica dovrebbe creare zone o destinare immobili ad affitti bloccati capaci di attirare studenti e creativi, fondamentali per l’identità prima ancora che per l’economia della metropoli unica quale è Berlino.

  2. Non dimentichiamoci che sí, gli affitti sono bassi, ma anche gli stipendi sono sotto la media tedesca.

    Aggiungo inoltre che per uno che affita una casa ora, in questo preciso secondo, si ritrova un buco (40-50 metri quadri) a mitte per 700€.

    I prezzi sono saliti, e saliranno ancora di piú. Il periodo delle vacche grasse é finito da un paio di anni :)

  3. Non condivido assolutamente l’opinione di Gunnar Schupelius, che rispecchia quelle delle alte sfere cittadine. Egli dimentica che Londra è la città con gli affitti più cari al mondo, dove si paga a settimana e i meno abbienti sono costretti a vivere in condizione al limite dell’umanità. Sarà pure una “città dinamica con immigrati da tutti il mondo”, ma è anche l’area urbana più grande d’Europa (se si ignora Istanbul), con una popolazione che oscilla tra i 12 e 14 milioni e una densità di abitanti e una densità di 4,542 abitanti per Km quadrato (dati Eurostat). Un paragone tanto impossibile quanto ideologico.

    Inoltre il cuore della questione non è certo il quartiere Mitte, ma l’innalzamento ingiustificato degli affitti negli edifici di Kreuzberg, Friedrichshain e Neukölln abitati soprattutto da cittadini che ricevono l’Hartz IV, costretti a trasferirsi senza tanti complimenti nell’ambito delle dinamiche di centrificazione di cui parlo in questo post: http://riccardomotti.wordpress.com/2012/06/19/contro-la-centrificazione/. La gente protesta per questo, ed è difficile a mio parere non dargli ragione.

  4. Come sbriciolare Berlino, appiattirla, renderla una metropoli elitaria a modello londinese. Senza anima ma in compenso piena di speculatori e di gente, sempre più stressata, con sei lavori per mantenersi un buco d’appartamento.
    Dal mio punto di vista sarebbe un bene tutelare la qualità della vita dei berlinesi e non gli investimenti ed il lucro dei privati. Come sta invece accadendo sempre di più ultimamente. (purtroppo anche grazie a molti italians, che, egoisticamente, vedono in Berlino una miniera d’oro e non una realtà a misura d’uomo da tutelare).

  5. sará per tutti gli italiani della categoria:
    non-so-che-minchiafare-dopo che ho studiato al dams-faccio una startup a berlino- che sono venuti a vivere qua?

  6. …si ma gli stipendi restano ridicolmente bassi. A Londra per il lavoro che faccio qui prenderei letteralmente tre volte il mio attuale stipendio. Inoltre conosco persone che fanno due lavori per mantenersi e magari vivere in una stanza a Londra. Vogliamo veramente che Berlino diventi così?
    La sinistra a Berlino ha puntato tutto sulle nuove costruzioni. Il nuovo aereoporto è una prova lampante del fallimento di questo tipo di politica.

  7. entrambi gli articoli sono imprecisi e “inutili”, atti a incrementare immigrazione.
    chi paga così poco in quei quartieri sono persone che abitano in quelle case da 20 anni o giù di li. chiunque entra in affitto oggi ha prezzi normali.

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