Se n’è andato molto diversamente da com’era arrivato. Il suo ingresso a Berlino fu discreto: su un pullman di linea, probabilmente di notte. Il suo addio è stato rumoroso, in aereo, con un codazzo di giornalisti al seguito.

In mezzo, c’è una delle storie di cronaca nera più sconvolgenti degli ultimi tempi. Quello che è certo è che Luka Magnotta (vero nome: Eric Clinton Newman), a partire da questa mattina, difficilmente rivedrà Alexanderplatz e Unter den Linden. Forse, soltanto in qualche incubo, tornerà virtualmente nell’internet café di Neukölln in cui venne catturato dalla polizia lo scorso 4 giugno.

L’ex porno attore canadese, accusato di aver ucciso e fatto a pezzi il proprio compagno di stanza cinese Lin Jin prima di scappare in Europa, è atterrato stanotte a Montreal dopo essere stato estradato dalla Gemania. Ad attenderlo c’erano gli ufficiali di polizia della Royal Canadian Mounted Police.

Oggi Magnotta dovrà comparire in tribunale. Il suo processo non aspetta: dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato e della pubblicazione e spedizione di materiale osceno (alcune parti del corpo, mani e piedi, furono infatti ricevute dal Primo Ministro canadese Stephen Harper e da altri membri del parlamento).

I presupposti nei suoi confronti non sembrano essere dei migliori, anche perché le accuse a suo carico sono schiaccianti. C’è addirittura un video – pubblicato dallo stesso Magnotta su Youtube e successivamente rimosso – che ritrae il canadese mentre fa a pezzi il compagno di stanza.

Il procuratore generale canadese Rob Nicholson ha detto: “Grazie alla cooperazione tra il nostro governo e la comunità internazionale siamo riusciti a farlo rientrare in tempi brevi. É importante che i canadesi si rendano conto che un sospettato come lui sia costretto ad affrontare la legge senza sconti”.