© Riccardo Valsecchi (www.riccardovalsecchi.com)

Cinquanta, provenienti da tutto il mondo. Sono i cantanti “improvvisati” che, da quasi quattro anni a questa parte, si alternano ogni domenica nell’anfiteatro del Mauerpark, per colorare uno degli eventi più belli e caratteristici di Berlino: il Sonntags Karaoke im Mauerpark.

La manifestazione, che ha sempre attirato tantissimo pubblico – oltre 1.500 spettatori a volta – è nato per idea di Gareth Lennon, dublinese 38enne, che sotto il nome d’arte di “Joe Hatchiban” modera e gestisce il karaoke ogni settimana. Nel 2009 Gareth, insieme ad alcuni amici, cominciò a girare per Berlino armato di cassa, generatore, microfono e computer, con un’idea fissa in testa: fondare un karaoke itinerante.

Un giorno, però, lo spettacolo arrivò al Mauerpark e non se ne andò più. “Era il luogo perfetto. Nel giro di due mesi l’anfiteatro era quasi pieno”, racconta Joe Hatchiban. L’idea risultò anche essere fruttuosa: ogni domenica l’irlandese salta su e giù per i gradoni dell’anfiteatro con una scatola di cartone, pronto a raccogliere le “offerte” del pubblico, utilizzate in parte anche per pagare il “costo dell’affitto” dello spazio: 500 euro ad evento.

Ora, però, il karaoke del Mauerpark rischia seriamente di sparire. Perché? Stavolta la gentrificazione non c’entra, o almeno c’entra solo in parte. I funzionari preposti alla gestione del parco, infatti, hanno triplicato i prezzi per il permesso necessario, portandoli a 1.500 euro, e hanno imposto dodici date estive in cui lo spettacolo si dovrà, obbligatoriamente, svolgere.

La decisione del consiglio arriva in modo inaspettato. La popolarità del karaoke non è stata sufficiente a fermare la decisione dei politici. “Gli eventi in un parco devono essere un’eccezione, non la regola”, ha spiegato Peter Lexen del Consiglio di Pankow al Guardian. Il consiglio, a quanto sembra, si è stancato del “monopolio” del karaoke e vorrebbe dare anche ad altri candidati la possibilità di utilizzare lo spazio.

Secondo i critici del Mauerpark, inoltre, l’evento ideato da Lennon non rispetterebbe alcune norme basilari legate allo smaltimento dei rifiuti e alla presenza di adeguati servizi igienici. Lennon, però, non ci sta: secondo lui, l’anfiteatro è uno dei pochi punti del parco che, alla fine del weekend, non è sommerso dai rifiuti. “Invito sempre la folla a non lasciare spazzatura in giro”, si difende.

Più che la tariffa elevata, Lennon teme il vincolo delle date fisse. Prima il karaoke si faceva nei giorni di sole. Ora, invece, se nei giorni decisi dal Consiglio dovesse piovere, la manifestazione salterebbe. “Ora vedremo come andrà quest’anno, ma la vedo dura continuare a queste condizioni”, spiega l’ideatore.

Una soluzione potrebbe essere quella di un trasferimento, ma Lennon è scettico: “Il karaoke è parte del Mauerpark. La manifestazione è cresciuta qui, in questa magica atmosfera, ed è impensabile che si sposti altrove”.

2 Commenti

  1. Speriamo che non chiuda…comunque sia ,i pare che in questo articolo ci siano un po’ di errori. Sono ben più di 50 i cantanti che hanno cantato al karaoke in questi tre anni e il tizio si chiama al massimo Joe Hatchiban non Hatchiban Joe (che comunque è un nome d’arte scelto solo per il karaoke). Sembra un articolo scritto da chi non c’è mai stato al karaoke

    • Caro Gerardo,
      i cinquanta cantanti sono quelli che si esibiscono ogni settimana, non quelli totali:
      “Cinquanta […] Sono i cantanti “improvvisati” che […] si alternano ogni domenica nell’anfiteatro del Mauerpark”.
      Che Joe Hatchiban sia un nome d’arte, inoltre, è scritto.
      L’inversione nome-cognome, invece, è stata una svista: grazie della segnalazione!

      Saluti
      ilMitte.com

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