“La Germania è una repubblica – ho pensato. La Germania vuole la pace – ho pensato. Ci dovrebbe essere un museo della pace in una repubblica pacifica, ho pensato.”

[Ernst Friedrich]

Era il 1925 quando il pacifista Ernst Friedrich fondò quello che definì “il primo museo al mondo contro la guerra”, dichiarando che siccome “la repubblica pacifista non aveva abbastanza soldi per tale opera di pace (un incrociatore corazzato era più importante e più costoso), mi venne in mente la stupida idea di aprire un museo contro la guerra: nel centro della Germania, nel cuore della Prussia, nel bel mezzo di Berlino (a cinque minuti dal quartier generale della polizia)“.

Una scala in legno dà accesso ad un rifugio antiaereo dalla Seconda Guerra Mondiale: l’Anti-Kriegs-Museum non solo racconta la guerra, ma è soprattutto parte di essa. Qui, nell’edificio modesto e per nulla appariscente di Brüsseler Straße 21, nel quartiere di Wedding, il suo direttore 71enne Tommy Spree rivive l’atmosfera inquieta dei bombardamenti su Berlino, dei lamenti delle sirene che echeggiano forti attraverso il bunker, dei raid aerei annunciati da una voce di donna e degli uomini in fuga con sedie da cucina e valigie, pronti a stringersi l’un l’altro in quello stesso rifugio, nel terrore di essere colpiti da una bomba.

Oggi il museo compie 30 anni dalla sua riapertura, avvenuta nel 1982 proprio ad opera di Tommy Spree, nipote del suo fondatore Ernst Friedrich. Il rifugio è l’orgoglio e la gioia dell’Anti-Kriegs-Museum: mantenuto originale e ricco di oggetti che i berlinesi hanno donato a Spree nel corso del tempo. Nonostante ciò, per festeggiare il trentennale Spree ha annunciato di avere nuovi piani e di voler ricostruire l’esposizione nel suo luogo originale in Parochialstraße, sul Großen Jüdenhof.

Nel 1933, l’Anti-Kriegs-Museum, fondato da Friedrich, venne distrutto dalle Sturmabteilung (SA, le «squadre d’assalto») e l’edificio sequestrato e convertito in uno dei tanti famigerati luoghi di tortura per gli oppositori del regime. Quasi cinquant’anni dopo, il nipote di Ernst Friedrich ha riaperto il museo prima in Stresemannstraße, a Kreuzberg, per poi spostarlo più volte nel corso degli anni. Dal 1998 si trova in Brüsseler Straße, nel quartiere di Wedding.

L’Anti-Kriegs-Museum è riconosciuto come organizzazione no-profit e vive principalmente di donazioni. A gestirlo e prendersene cura, oltre al suo direttore, c’è un gruppo di volontari – tra cui molti insegnanti.

Ma non c’è solo il rifugio con le maschere anti-gas, i caschi e la grossa porta di legno dove vi sono annotate data ed ora di tutti i bombardamenti subiti anno per anno dalla città. Il museo è completato da una galleria d’arte, chiamata “Galleria della Pace”, che comprende fotografie, documenti e oggetti della Prima e Seconda Guerra Mondiale, una grande mappa del mondo indica guerre e conflitti attuali, mentre un’altra parte dell’esibizione è dedicata al tema della guerra moderna, quella chimica e biologica. Il museo presenta anche una collezione di giocattoli di guerra provenienti dai secoli passati.