Dove oggi sorge Berlino, un tempo c’erano due piccole città, divise dal corso della Sprea: l’antico nucleo di Berlino, appunto, e Cölln. I due insediamenti erano uniti da un ponte, il Mühlendamm, che resiste ancora adesso e collega Gertaudenstraße a Molkenmarkt. 

Berlino e Cölln erano due cittadine rivali: quando a Cölln si propagò la peste, nel 1576, i berlinesi chiusero il ponte e vietarono ai propri vicini di casa di attraversarlo. Alla fine, come probabilmente immaginerete, il corso della storia premiò Berlino, che sopravvisse, mentre di Cölln non rimase niente, e il territorio dell’ex città gemella venne inglobato dall’espansione della capitale tedesca. 

Oggi però alcune recenti scoperte archeologiche potrebbero riscrivere la storia della rivalità tra le due città. L’archeologa e ricercatrice Claudia Melisch, che da mesi coordina gli scavi nell’area di Petriplatz, a Mitte, ha scoperto numerose tracce significative e importanti. Tra la polvere e le macerie sono infatti emersi migliaia di reperti risalenti all’epoca di Cölln. 

Lì, dove sorgevano il municipio, il mercato del pesce, un cimitero e la chiesa dell’antico villaggio, Claudia Melisch ed il suo team hanno rinvenuto 4mila scheletri e 220mila manufatti. Tra di essi ossa di animali, monete, gioielli, vasi, stoviglie e persino un’arpa ebraica antichissima. Una testimonianza incredibile di un’epoca finora rimasta quasi sconosciuta, dal momento che urti i documenti che parlavano della fondazione di Cölln sono andati distrutti negli incendi del 1378 e del 1380.

La scoperta sensazionale però è un’altra: e cioè che il nucleo di Cölln, almeno seguendo la datazione dei reperti rinvenuti dalla Melisch, potrebbe essere più antico di quello di Berlino, che quest’anno festeggia 775 anni. La sua nascita potrebbe essere anteriore di almeno mezzo secolo rispetto a quello della capitale tedesca, rendendo la città scomparsa vera progenitrice dell’insediamento umano nella regione del Brandeburgo. 

Come spesso accade in questi casi, è stata la fortuna a preservare i reperti dallo scorrere del tempo. I leader della ex Germania Est, infatti, avevano scelto proprio la zona dell’antico centro di Cölln per costruire un parcheggio. Il sigillo di cemento ha fornito per decenni una protezione eccellente per i corpi sepolti e per le fondamenta sottostanti, tanto che alcuni degli scheletri femminili riesumati da Melisch conservavano ancora i feti al loro interno.