Germania, SPD critica le regole sul ricongiungimento familiare: «Restrittive e inaccettabili»

Solo sette visti concessi su 4.727 domande per casi eccezionali e minori separati dai genitori per cinque o addirittura dieci anni: a poco più di un anno dalla sospensione del ricongiungimento familiare per i rifugiati con protezione sussidiaria, l’SPD chiede una revisione di norme che ritiene inaccettabili
Rasha Nasr, portavoce del partito in parlamento per le politiche migratorie, ha condiviso le posizioni a riguardo dei socialdemocratici parlando con il Redaktionsnetzwerk Deutschland (RND).
Germania, cosa prevede la sospensione del ricongiungimento familiare
La misura di sospensione, motivata con la necessità di evitare rischi per il funzionamento delle strutture sociali e con la valutazione di una capacità di integrazione limitata da parte della Germania, è stata approvata dal Bundestag su pressione dell’Unione nel giugno 2025 e prevede uno stop di due anni al ricongiungimento familiare per le persone titolari di protezione sussidiaria.
Con questo termine si identificano quelle persone che non hanno ottenuto né l’asilo né lo status di rifugiato, ma che possono rimanere temporaneamente in Germania perché nel Paese d’origine sono esposte a situazioni di pericolo. Tra loro figurano ad esempio numerosi siriani fuggiti dalla guerra.
Per questa categoria, già prima della sospensione, non esisteva un diritto ordinario al ricongiungimento dei familiari più stretti, ma era comunque previsto un contingente massimo di 1000 persone al mese. Con la sospensione, questa possibilità è stata eliminata, lasciando in piedi soltanto la procedura destinata ai cosiddetti casi di particolare gravità, ma per l’SPD i parametri sono inaccettabili.
Quasi 5.000 richieste, ma solo sette visti
I dati indicati in apertura, forniti dalla Caritas, mostrano una distanza molto ampia tra il numero delle domande di ricongiungimento per casi eccezionali e quello dei provvedimenti favorevoli o anche solo presi in considerazione. Dal 24 luglio 2025, giorno dell’entrata in vigore della sospensione, fino alla metà di maggio di quest’anno, sono state infatti presentate 4.727 richieste, ma ne sono state valutate 1.022 e soltanto sette sono state accolte con il rilascio di un visto.
Per Rasha Nasr, questo risultato non dimostra affatto che la maggior parte della domande fossero prive di fondamento, ma piuttosto che i criteri di valutazione siano eccessivamente restrittivi e che i periodi di separazione considerati ammissibili dalla Germania siano incompatibili con la tutela della famiglia.
La politica socialdemocratica fa presente che “se un bambino piccolo può essere separato dai propri genitori per cinque anni e un figlio più grande per dieci, rimangono ben pochi casi che possano essere considerati eccezionali”.
L’SPD contesta anche il criterio dei “casi individuali”
Nasr ha sollevato anche un’altra questione legata alla stessa definizione di caso eccezionale.
Secondo la deputata, infatti, se per ottenere il ricongiungimento è necessario dimostrare una condizione individuale particolarmente grave, si rischia di non tenere conto delle crisi che coinvolgono contemporaneamente un numero elevato di persone. Un caso su tutti: la situazione nella Striscia di Gaza,.
Rasha Nasr: evitare nuovi ritardi nel 2027
La richiesta della portavoce dell’SPD per le politiche migratorie, quindi, è che la sospensione non venga prorogata oltre i due anni, ma non solo. Secondo la parlamentare, occorre iniziare già adesso a lavorare sulle migliaia di pratiche rimaste inevase, così da evitare che alla fine della sospensione, prevista per l’estate del 2027, si accumulino ulteriori tempi di attesa.
La deputata sostiene inoltre che il ricongiungimento familiare agevoli il processo di integrazione, perché i rifugiati riescono a inserirsi meglio nel nuovo contesto di riferimento quando possono vivere insieme ai propri familiari e hanno la certezza che questi si trovino in condizioni di sicurezza.




