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© pitpony.photography / CC-BY-SA-3.0

di Sara Bolognini

La settimana scorsa Berlino ha ospitato l’Echo Music Award, uno dei più importanti premi musicali della Germania. L’edizione di quest’anno ha fatto molto parlare di sé e sollevato polemiche nei media tedeschi e internazionali, a causa dell’assegnazione del premio per il migliore artista hip-hop ai rapper Kollegah e Farid Bang. Nei loro testi, infatti, compaiono figure di donne presentate come “Huren” (un termine molto denigratorio molto volgare solitamente diretto alle donne considerate “di facili costumi”), con riferimenti positivi alla violenza sessuale, presentata come gradita alle vittime, e versi che inneggiano alla violenza, all’antisemitismo e all’umiliazione delle persone di discendenza o di religione ebraica. Il loro brano “0815” contiene il verso “Ho il corpo più definito di un prigioniero di Auschwitz” (Mein Körper definierter als von Auschwitzinsassen).

L’antisemitismo è un tema ancora molto sensibile per i tedeschi e ci si viene da chiedersi perché i giudici dell’Echo Music Award abbiano voluto premiare questi due cosiddetti artisti. La giuria si è giustificata parlando di libertà di espressione e affermando di aver voluto premiare i successi delle loro vendite. Kollegah e Farid Bang si sono difesi dicendo che i temi che affrontano sono loro indifferenti, per loro si tratterebbe solo di mostrare la propria bravura e la propria forza nelle cosiddette battlerap, per guadagnarsi il rispetto degli altri rapper.

A quanto pare antisemitismo, violenza, misoginia e stupro sono ora considerati cultura. Ma qualcuno che ha protestato c’è stato: Campino, il cantante della band culto Toten Hosen, ha espresso il proprio dissenso una volta salito sul palco. Campino ha dichiarato che dovremmo incentivare integrazione, progresso, diversità e impegno civile, invece di favorire la violenza; ma, soprattutto, che dovremmo stabilire i confini di ciò che può essere tollerato e fino a dove la cosiddetta libertà di espressione si può spingere.

Inoltre, a seguito dell’assegnazione del premio ai due controversi rapper, molti vincitori delle edizioni passate hanno restituito i riconoscimenti ricevuti e anche alcuni sponsor hanno ritirato il proprio supporto alla manifestazione.

Il prezzo che l’Echo Music Award ha dovuto pagare è grande: il Ministero dell’industria musicale ha deciso di sospendere l’evento. La marca Echo ha subito un danno d’immagine talmente grande che la sua struttura sarà completamente rivoluzionata, anche per quanto riguarda altre categorie, come la sezione Echo Jazz e Echo Klassik. A giugno saranno organizzati dei workshop per raccogliere idee sulle trasformazioni che dovranno essere messe in atto. Intanto Amburgo ospiterà il 31 maggio il premio Echo Jazz, ma questa volta non sarà trasmesso in televisione.

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