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Berlino, si sa, è una città decisamente pianeggiante. Per questo motivo, una cascata è probabilmente l’ultima cosa che ci si aspetta di trovare in uno dei parchi cittadini. Proprio per questo motivo, la prima volta che ci si trova davanti alla cascata di Viktoriapark, si rimane piuttosto sorpresi. D’altra parte, per l’ambizioso architetto che ha ideato l’intero progetto nel XIX secolo, non c’era altro posto in tutta la città dove realizzare un’opera simile se non questa altura di Kreuzberg che, con i suoi 66 metri, è la più alta collina naturale di Berlino.

Viktoriapark ha un carattere inconfondibile: vivace, insolito, quasi ruvido – come del resto tutto il quartiere di Kreuzberg. Nel caso di questo parco, tuttavia, l’effetto è voluto e di gran lunga precedente allo sviluppo del quartiere hipster più famoso d’Europa. Il parco progettato fra il 1888 e il 1893 da Hermann Mächtig, all’epoca sovrintendente ai parchi e giardini berlinesi. Il suo intento era quello di creare un giardino che celebrasse e riflettesse lo spirito virile ed eroico del memoriale che già si trovava in cima alla collina, fin dal 1821. Il memoriale in questione, a opera di Karl Friedrich Schinkel, commemora la sconfitta di Napoleone nel 1815 (quella a seguito della quale la statua della Vittoria, che oggi vediamo in cima alla porta di Brandeburgo, fu riportata da Parigi a Berlino).

Poco prima di lavorare alla progettazione di Viktoriapark, Mächtig fece un viaggio che lo portò a esplorare alcuni angoli della Polonia, in particolare le cosiddette Montagne dei Giganti, alle cui cascate si ispirò nel disegnare il parco. Particolare cura fu posta nella composizione della formazione rocciosa che permette il salto dell’acqua, e che fu realizzata in modo estremamente realistico e naturale – tanto che, a una prima occhiata, sembra impossibile che si tratti di una cascata artificiale.

La cascata fu attivata per la prima volta il 14 ottobre del 1893. L’acqua veniva portata fino in cima alla collina grazie a un sistema di pompe attivate da motori posti nella Maschinenhaus ai piedi dell’altura – oggi diventata un ristorante. Al momento della sua inaugurazione, il sistema della cascata pompava circa 30.000 litri di acqua al minuto (quasi il triplo del volume odierno). L’evento fu un clamoroso successo e, a partire dall’estate del 1894, la cascata venne accesa per otto ore al giorno. Nel 1898 i motori furono sostituiti da generatori elettrici alimentati da dinamo e, per l’occasione, furono installate delle lampade che cambiavano colore, trasformando la cascata di Viktoriapark in uno splendido e suggestivo gioco di luci, visibile anche da lontano. Questo spettacolo divenne un appuntamento settimanale e rimase tale fino al 1914. La cascata conobbe in seguito oltre 40 anni di inattività, prima di essere rimessa in funzione regolarmente.

viktoriapark kreuzberg cascata albero primavera
foto: Angela Fiore

Questa splendida struttura non è l’unica particolarità di Viktoriapark: qui si trova anche un vigneto, installato nel 1968, quando la città di Wiesbaden regalò al quartiere di Kreuzberg dei vitigni di uve bianche. Il vino di Kreuzberg è una tradizione locale per appassionati: se ne producono ogni anno circa 200 bottiglie, utilizzate per lo più come regali di rappresentanza dall’amministrazione locale, dal momento che il vino non può essere ufficialmente commercializzato. Chi volesse, tuttavia, potrà acquistarne una bottiglia in cambio di un’offerta, o consumarne un bicchiere guardando il tramonto dalla cima della collina, soprattutto in primavera e in estate.

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