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Serena Dandini, autrice dei testi e interprete del monologo “Quarto Stato”.
Foto: Alessandro Fulciniti

di Tania Sanna

Ferite a morte, progetto teatrale scritto e diretto da Serena Dandini, è arrivato venerdì 13 aprile a Francoforte, al Künstlerhaus Mouson.

Insieme alla sua autrice, sono salite sul palco diciassette donne italiane e tedesche provenienti dal mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e della società civile che hanno prestato la loro voce a quelle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un amante, un compagno o un ex.

Lo spettacolo teatrale sul femminicidio, ispiratosi a fatti di cronaca e indagini giornalistiche, è stato aperto dall’ambasciatore d’Italia, Pietro Benassi, che ha introdotto il problema e ha parlato di come, solo grazie alla Convezione di Istanbul del 2011, si possa finalmente contare su uno strumento giuridico che punisca i colpevoli ma indichi anche le misure di prevenzione della violenza e la protezione delle vittime: matrimonio forzato, mutilazioni dei genitali femminili, stalking, violenze fisiche e psicologiche e violenza sessuale sono tutti crimini che finalmente vengono perseguiti.

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Maura Misiti, autrice. Ha interpretato il monologo “Femme Fatale”.
Foto: Alessandro Fulciniti

Dopo questa introduzione sono iniziati i reading e si sono susseguite sul palco: Elettra De Salvo, attrice, regista ed ex-consigliera del Comune di Francoforte, con Il Mostro; Chiara Leonardi, presidente dell’Associazione Italia Altrove Düsseldorf, con Luna di MieleMonica Carcò Benassi, funzionaria internazionale alle Nazioni Unite, con Fiore di Loto, Gabriele Wenner, responsabile del Dipartimento di Pari Opportunità del Comune di Francoforte, con Beziehungsstatus, Ruth Führer, scrittrice e giornalista della Hessischer Rundfunk, con Ein Gutes Maftoul, Chiara Zilioli, direttrice generale dei servizi legali della Banca Centrale Europea, con Quote Rosa; Iris Klose, responsabile del protocollo della Fiera del Libro di Francoforte, con The Waste Land; Lucia Annibali, consigliera giuridica del Ministero delle Pari Opportunità, con Lo sapevano tutti; Rosemarie Hellig, assessora alle Politiche ambientali e alle Pari Opportunità della città di Francoforte, con Voodo Style; Tonia Mastrobuoni, corrispondente di La Repubblica da Berlino, con La Scientifica; Bärbel Schäfer, giornalista, autrice e presentatrice, con Meine Chanel; Samanta Cristoforetti, astronauta ESA, con K2; Ricarda Trautmann, criminologa, con Ein Kilo Zucker; Maura Misiti, autrice, con Femme Fatale; Paola Concia, assessora al Turismo e Rapporti internazionali della città di Firenze, con Tutto in Ordine; Jutta Ebeling, ex vicesindaco e assessora per l’Istruzione e le Pari Opportunità della città di Francoforte, con Liebe Luisella e Serena Dandini con Quarto Stato.

Paola Concia, assessora al Turismo e Rapporti internazionali della città di Firenze, con Tutto in Ordine
Paola Concia, assessora al Turismo e Rapporti internazionali della città di Firenze. Ha interpretato il monologo “Tutto in Ordine”.
Foto: Alessandro Fulciniti

Le storie, raccontate come un immaginario postumo, narrano di donne che non sapevano con chi avevano a che fare: donne fiduciose, coraggiose, piene di sogni, donne brillanti e con una carriera davanti, provenienti da diversi contesti e nate in diversi posti ma tutte accomunate dallo stesso tragico destino. Alcune di loro sapevamo di avere un mostro casa ma non sono state ascoltate, altre ci sono convissuto per anni e non se ne sono mai accorte, altre ancora sono state uccise a causa delle circostanze della vita e dai loro sogni: tutte ammazzate per mano di un uomo di cui avevano fiducia.

Come spiega la stessa Dandini: “Tutti i monologhi di ‘Ferite a morte’ ci parlano dei delitti annunciati, degli omicidi di donne da parte degli uomini che avrebbero dovuto amarle e proteggerle. Non a caso i colpevoli sono spesso mariti, fidanzati o ex, una strage familiare che, con un’impressionante cadenza, continua tristemente a riempire le pagine della nostra cronaca quotidiana. Dietro le persiane chiuse delle case italiane si nasconde una sofferenza silenziosa e l’omicidio è solo la punta di un iceberg di un percorso di soprusi e dolore che risponde al nome di violenza domestica. Per questo pensiamo che non bisogna smettere di parlarne e cercare, anche attraverso il teatro, di sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica”.

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Samanta Cristoforetti, astronauta ESA. Ha interpretato il monologo “K2”.
Foto: Alessandro Fulciniti

L’evento, che si è tenuto al Künstlerhaus Mouson, ha fatto il tutto esaurito, 300 posti e un pubblico misto di italiani e tedeschi. La scena teatrale era sobria: ad accompagnare i reading uno schermo che mandava immagini di rose, uccelli, aerei e figure femminili di ginnaste, contorsioniste e ballerine, solitarie, in equilibrio e una musica iniziale rilassante. Le lettrici erano tutte vestite di nero e rosso.

Lo spettacolo – organizzato con il Patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berlino e grazie al lavoro dell’Associazione Italia Altrove Francoforte e alla cooperazione dell’Istituto Italiano di Cultura a Colonia, del Consolato Generale di Francoforte e dell’Ufficio comunale per le politiche femminili di Francoforte – ritorna per la seconda volta in Germania; la prima volta è stata a Düsseldorf, nel novembre 2016.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale e seguire la pagina di Italia Altrove per i prossimi eventi.